Sicurezza
Alival e falso provolone revocate le interdizioni
Il gip toglie le misure cautelari all’amministratore e al responsabile della logistica Il manager del gruppo caseario: «Abbiamo dimostrato onestà e correttezza»
PONTE BUGGIANESE. Sono state revocate dal gip di Napoli le misure interdittive emesse nei confronti dell’amministratore delegato della Alival, Luca Cantini e del responsabile della logista dell’azienda, Antonio Severini.
I due manager restano indagati per commercio e vendita di prodotti industriali di natura alimentare con segni mendaci, ma, viene fatto notare dalla società di Ponte Buggianese, la posizione si ridimensiona rispetto alle accuse iniziali che hanno coinvolto la Alival nel blitz contro Giuseppe Mandara, il re delle mozzarelle arrestato circa un mese fa e di cui l’azienda di Ponte è socia al 49 per cento nella Ilc di Mondragone. Nei giorniscorsi il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di Mandara accogliendo le tesi della difesa.
«Sono stanco ma sereno - racconta Luca Cantini, 57 anni, di Ponsacco – alla rivista “Formaggi & Consumi” -. Abbiamo sempre agito con onestà e correttezza. Non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità. Da subito abbiamo chiesto di poter parlare con i magistrati inquirenti. Per poter chiarire la nostra posizione. Dopo l'interrogatorio di garanzia di fronte al Gip di Napoli, dottor Alberto Capuano, lo stesso ha revocato, sia per me che per Antonio Severini, 53 anni, di Buggiano, responsabile della logistica in Alival, ndr, ogni misura a carico».
Cantini interviene anche sulla vicenda del provolone del Monaco: «Abbiamo fatto presente, e dimostrato, al magistrato che quello commercializzato, in varie catene di distribuzione, era stato venduto come provolone di Agerola e non provolone del Monaco». Non mancano, ovviamente, i riferimenti alla vicenda Mandara.
«Innanzitutto ci tengo a ribadire la nostra piena fiducia e solidarietà nell'operato della nostra controllata Ilc Mandara». precisa Cantini. Aggiunge l'amministratore delegato: «Facciamo parlare le carte. Il Csqa di Thiene (l'ente di certificazione per il circuito delle Dop, ndr), ha rilasciato una dichiarazione di conformità da cui risulta che Ilc Mandara: "è soggetto riconosciuto e idoneo alla produzione di mozzarella di bufala campana Dop". Lo stesso giorno, il servizio veterinario dell'Asl di Caserta ha attestato che Ilc Mandara è sottoposta a verifica da parte dell'autorità veterinaria e che, nel rispetto di quanto contemplato dai regolamenti, ha adottato un piano di controllo».
Secondo l'antimafia partenopea, nell'ottobre 2008, Mandara e gli altri avrebbero messo in vendita 59 forme di provolone prodotte da un caseificio non iscritto al consorzio, ma spacciandole sul mercato come "provolone del Monaco dop”, una partita finita alla Unicoop di Scandicci, tramite la Alival.
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