La manifestazione
«Così non va, il sistema va corretto»
I responsabili delle associazioni infuriati per la gestione dei commenti. E crescono i sospetti
MONTECATINI. Tutti contro i portali che pubblicano le recensioni dei clienti di alberghi e ristoranti. «Dilettanteschi», è il giudizio più tenero da parte dei “nostri” operatori, fino a un più tranciante “vergognosi”.
«Il problema più grosso legato a questi siti – dice Francesca Taddei, presidente dell'Apam – è l'anonimato dietro il quale si nascondono tanti falsi clienti. È giusto tutelare la privacy, ma almeno dovrebbe essere studiato il modo per obbligare la persona a uscire allo scoperto con gli albergatori. Mi spiego meglio: il cliente dovrebbe da una parte compilare la scheda che verrà pubblicata mantenendo l'anonimato, ma dall'altra segnalare la propria identità in un'area protetta alla quale possono accedere solo i titolari delle strutture, che possono così verificare se la persona è stata davvero in quell'albergo. Ormai questi portali rappresentano uno strumento importante nella scelta di un hotel rispetto a un altro e per noi è uno stimolo a fare meglio. Ma così come è oggi impostato lo strumento si delegittima».
«Il problema – dice Alessandra Bartolozzi, presidente di Asshotel – è già stato sollevato da diversi associati e c'è chi sostiene che alcuni giudizi vengano acquistati. Prendiamo per esempio la “mia” Villa Le Magnolie: ha solo sei camere, la curo personalmente nei minimi particolari, non mi sfugge nulla. Eppure ho letto giudizi estremamente critici. Così si creano grossi danni alle aziende, che non si sentono abbastanza tutelate. E c'è chi dice che pagando meno commissioni al portale di prenotazione ti ritrovi in fondo alla classifica di gradimento…».
«È un sistema che non mi piace – dice Andrea Birindelli, responsabile per la Valdinievole di Pistoia Turismo – perché ci scrivono anche chi non è mai stato a dormire in quell'albergo oppure strutture concorrenti. Io ho trovato recensioni che non tornavano assolutamente, improbabili e assurde. E la stessa cosa è successa ad alcuni colleghi. Ed esiste, paradossalmente, anche il rovescio della medaglia, ovvero la concorrenza che si paga (virtualmente) una camera per poter poi parlare bene della propria struttura…».
David Meccoli
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