Attenzione
Morte di Ballerini prima archiviazione
Esce dall’inchiesta l’organizzatore del rally di Larciano Restano due gli indagati, accertamenti sul collare Hans
LARCIANO. Esce di scena con un’archiviazione uno dei tre indagati per la morte di Franco Ballerini, l’allora ct della nazionale di ciclismo deceduto il 7 febbraio 2010 durante il rally di Larciano.
A carico di Riccardo Heinen, 64 anni, di Montecatini, organizzatore della gara e coordinatore della sicurezza, non sono emerse responsabilità di carattere penale e nei suoi confronti l’azione della Procura della Repubblica si è esaurita con un decreto di archiviazione. Difeso dall’avvocato Francesca Vanni, Heinen era accusato di omicidio colposo.
Resta, invece, ancora aperto il fascicolo per lo stesso reato per gli altri due indagati. Si tratta di Alessandro Ciardi, 37 anni, di Casalguidi, al volante della Renault Clio in cui morì Ballerini dopo l’urto contro un muro di recinzione e Angelo Sticchi Damiani, 66 anni, di Lecce, da poco eletto presidente dell’Aci e all’epoca dei fatti presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana. La responsabilità contestata dalla Procura a Sticchi Damiani è incentrata sull'introduzione obbligatoria dell'uso in tutte le gare di auto della Csai del collare Hans. Obbligatorietà scattata appena un mese prima il tragico incidente dopo la ricezione delle direttive della Federazione internazionale di automobilismo. Quel determinato tipo di collare, che dovrebbe servire ad evitare ai piloti danni a livello delle vertebre cervicali, è lo stesso in uso da tempo nelle gare di Formula Uno.
Ma potrebbe, nel caso di Franco Ballerini, essere stato addirittura tale dispositivo di sicurezza a determinare o a contribuire alla morte? È proprio questo uno dei quesiti sul quale il pm Luigi Boccia, titolare dell'inchiesta, attende una risposta dai periti. In base alla relazione (suffragata anche dalle riprese della videocamera interna all'abitacolo e alle registrazioni della scatola nera), non vi sarebbe stato alcun errore di indicazioni da parte di Ballerini, che aveva il ruolo di navigatore. E il consulente avrebbe anche confermato come l'abitacolo della Renault Clio, nonostante l'impatto a forte velocità (superiore ai 75 chilometri orari) contro il muretto, sia rimasto praticamente intatto: la morte sarebbe stata causata dalle lesioni dovute all'improvvisa decelerazione. E alla frattura cranica riscontrata dal perito nominato dalla Procura.
Pietro Barghigiani
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