Il dolore
Sanzioni alle prostitute e ai clienti che ci parlano
Verifica del “Tirreno” con il sindaco nelle strade del sesso a pagamento Ecco con quali armi Bellandi intende contrastare la presenza delle lucciole
MONTECATINI. Passeggiate pure, ma non ostentate. Loro, le prostitute, non devono dare l’impressione di offrire sesso a pagamento. I clienti, invece, non possono avvicinarsi alle signorine per chiedere o concordare prestazioni e tariffe. Guardare, ma non parlare. Chi trasgredisce rischia una multa di 400 euro da pagare entro 60 giorni, altrimenti il conto sale a 500 euro.
Sulla carta le armi per contrastare l’invasione delle belle di notte sono racchiuse nell’ordinanza inviata dal sindaco Giuseppe Bellandi al prefetto Mauro Lubatti per un parere informale.
“Il Tirreno” ha invitato il sindaco a fare un giro nelle vie del sesso mercenario. Bellandi ha avuto conferma che le lucciole, diventate un elemento di decoro urbano, non potranno sparire. Ma almeno un tentativo di allontanarle è in cantiere. Ci prova con l’ordinanza e con la volontà di organizzare iniziative per animare anche le periferie.
A prima vista l’ordinanza non ha nulla di diverso rispetto ai vecchi provvedimenti anti-prostituzione dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale. La novità studiata dall’amministrazione d’intesa con il comandante della polizia municipale, Michela Cupini, riguarda la necessità di fronteggiare un’emergenza e la limitazione temporale dell’applicazione dell’ordinanza riferita in gran parte al periodo estivo. Non più un provvedimento valido tutto l’anno e su tutto il territorio. Ma una prescrizione mirata su luoghi e comportamenti ispirata a garantire la sicurezza. E così la premessa contingibile e urgente dell’atto amministrativo, secondo il Comune, può superare l’esame giuridico di eventuali ricorsi dei multati che non vorranno essere bollati come frequentatori di prostitute.
Nel testo, ancora da firmare, si vieterebbe di «porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell'assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione». Si viola l’ordinanza anche con «lo stazionamento o l'appostamento della persona e l'adescamento di clienti e l'intrattenersi con essi, e con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l'abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione». Per i clienti verrebbe esclusa la possibilità «di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti sopradescritti e di concordare con gli stessi l'acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento».
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