Finanza
Museo storico ancora senza sede
Giorgi (Pd): «La giunta non dà risposte». Chiarimenti sull’Agenzia delle entrate
PESCIA. Che fine farà il museo di geopaleontologia e quale sarà il futuro dell’Agenzia delle entrate alla luce dei tagli alla spesa pubblica inseriti nel decreto sulla Spending Review.
Sono i due quesiti posti dal consigliere del Pd, Roi Giorgi nell’interpellanza al sindaco Roberta Marchi.
Ex pretura. Il Comune ha stipulato un mutuo di 800mila euro per la ristrutturazione dell’ex pretura in modo da ospitare l’Agenzia delle entrate che pagherà un canone annuo di 60mila euro.
«A seguito delle prescrizioni contenute nel decreto della Spending Review difficilmente l'Agenzia delle entrate potrà rispettare gli impegni presi e dovrà probabilmente essere accorpata con altre sedi ubicate nella nostra Provincia» afferma Giorgi che chiede all’amministrazione se è a «conoscenza di questa situazione e quali sono i suoi intendimenti nel caso che la locazione con l'Agenzia delle entrate non possa più essere attivata; sono già state ipotizzate soluzioni alternative per l'utilizzo di quella struttura e soprattutto come si pensa di ovviare alla possibile mancata entrata di una risorsa sostanziosa quale avrebbe potuto essere il canone di affitto dell'immobile ex pretura».
Museo senza sede. L’esponente dell’opposizione chiede lumi anche sull’eventuale ubicazione alternativa per il museo di geopaleontologia «che è stato "sfrattato" oramai da diverso tempo dalla sua sede storica, ed è tuttora in attesa di trovare una collocazione alternativa degna del prestigio acquisito in tanti anni di attività. Mi risulta che i preziosi reperti di materiali, fino a pochi anni fa esposti nel museo (e nelle relative vetrine che li contenevano, oltre all'imponente documentazione libraria, scientifica e didattica) e meta di continue visite da parte di studiosi, scolaresche, e semplici appassionati della materia, siano stati attualmente collocati nei locali dell'ex carcere di Veneri assolutamente inadatti a ospitarli e privi di qualsiasi dispositivo di sicurezza che possa impedirne furti o azioni di vandalismo. Credo che il patrimonio culturale, pazientemente accumulato da persone ed associazioni che nel corso degli anni ne fecero dono al Comune per la creazione del museo, meriti più considerazione e rispetto da parte degli amministratori che, ricordo, hanno il dovere di riconsegnare alla cittadinanza, se non migliorate, almeno intatti i patrimoni culturali esistenti al momento del loro insediamento».
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