Il Tirreno

Montecatini

Cassa integrazione, siglato l’accordo sindacati-Trenno

di David Meccoli
Cassa integrazione, siglato l’accordo sindacati-Trenno

Il periodo concordato va dal 15 ottobre al 31 dicembre Ma dal 2013 forse non sarà più la Regione a gestire la deroga

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MONTECATINI. Firmato da dipendenti e Trenno (società proprietaria dell’ippodromo Sesana) il verbale di accordo per la cassa integrazione in deroga. I rappresentanti dei lavoratori hanno strappato, in sede di trattativa, qualche piccola concessione in più da parte dell’azienda, come per esempio la data di partenza della cassa, che non sarà più dal 1° ottobre (come inizialmente previsto), ma dal 15; oppure il fatto di poter usufruire, prima della cassa, di ferie e permessi arretrati. L’ammortizzatore sociale si concluderà con l’anno in corso, pertanto il futuro dei 19 dipendenti (tra impiegati di ufficio e operai di pista) è quanto mai incerto. La cassa in deroga, infatti, è stato finora uno strumento gestito dalla Regione, ma dal 2013 potrebbe tornare direttamente nelle mani del Ministero e allora tutto si farebbe più complicato.

Nei prossimi giorni i lavoratori potrebbero poi venire a conoscenza di maggiori dettagli, su tutti quello sul monte ore per le quali saranno chiamati al lavoro e il numero di dipendenti che potrebbero restare attivi tutto l’anno (anche se i parla di sole due unità).

L’accordo firmato è una conseguenza del ridimensionamento dell’attività che ha già portato alla chiusura del centro di allenamento con conseguente fuoriuscita dei 300 cavalli. In sostanza la forza lavoro dovrà, secondo Trenno, essere impegnata solo durante la stagione di corse e non per tutto l’anno. Per i dipendenti si era aperto nelle scorse settimane un difficile percorso che avrebbe potuto portarli a essere licenziati e poi riassunti come lavoratori stagionali, oppure alla trasformazione del contratto in part time verticale, con il 50 per cento di ore (e di stipendio) in meno e con minori versamenti dal punto di vista contributivo. Alla fine, però, l’azienda ha accettato la proposta dei sindacati per la cassa in deroga e i rappresentanti dei lavoratori, dopo aver ottenuto dai dipendenti il mandato, hanno firmato l’accordo. Come ci aveva spiegato Gianluca Balli, della Cgil, da un punto di vista economico la legge stabilisce un massimale di 2.014 euro lordi per ogni stipendio: chi attualmente guadagna meno di tale cifra da ottobre avrà 750 euro netti in busta paga, chi prende di più ne avrà 850.

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