Dopo gamberi e nutrie ecco le tartarughe “aliene”
Una volta cresciute sono state abbandonate nel laghetto del parco di via Cividale La Guardia forestale: «Potenziale pericolo per l’incolumità di adulti e di bambini»
MONTECATINI. Da qualche mese, nel laghetto artificiale del parco pubblico di via Cividale, è comparsa una piccola colonia di tartarughine. Probabilmente abbandonate da padroni incuranti sia della legge che del senso civico, incapaci ormai di prendersene cura.
La maggior parte delle tartarughe in questione sono della specie Trachemys scripta elegans, più comunemente conosciute come “tartarughe dalle orecchie rosse” per via di due macchie ai lati del muso. Questa specie è originaria degli Stati Uniti e viene importata (spesso illegalmente) nel nostro paese. Il commercio interno di piccole tartarughe d’acqua è stato proibito negli Stati Uniti nel 1975. Ciononostante, continuano l’allevamento e l’esportazione di questi esemplari verso altri paesi. Pochi sanno però che è ammesso l’acquisto e la vendita dei soli esemplari dotati di un certificato rilasciato dal Cites, servizio della Guardia forestale che cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione, essendo queste tartarughe inserite nella Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione.
Le testuggini, minuscole al momento della vendita, possono diventare lunghe fino a 30 centimetri. Se vengono lasciate libere, possono diventare una minaccia per la fauna locale, come ci conferma il Cotes di Firenze: «Questa specie, può diventare fortemente competitiva nei confronti di quella nostrana. Rappresentano un pericolo reale per l’equilibrio del nostro ecosistema».
Per questo motivo, molti stati europei (tra cui l’Italia), ne hanno proibito negli ultimi anni l’importazione. Tuttavia sopravvive il commercio illegale.
Le tartarughine presenti nel lago in via Cividale, nel momento del loro abbandono, sono passate automaticamente sotto la responsabilità del Comune, che adesso ha due possibilità: trovare un centro di recupero oppure lasciarle nel luogo in cui si trovano e prendersene cura.
La prima opzione appare impossibile, dato che i centri in zona sono stati tutti chiusi. «Se il vostro Comune decidesse di accudirle e prenderle sotto la sua custodia – viene spiegato dal Cites – è come se queste tartarughe stessero in un limbo giudiziario, dato che, essendo state abbandonate, non hanno i certificati necessari. Però in una condizione di emergenza come questa, si chiude un occhio sul momento e successivamente il Comune provvederà a farsi rilasciare i documenti richiesti ».
Il problema della sorte di queste povere bestiole non è da prendere alla leggera. «Sono una specie mordace – proseguono dal Cites – inoltre possono essere portatrici di salmonellosi e quindi potenzialmente pericolose per la salute dell’uomo». Perciò la prima cosa da fare sarebbe far visitare gli animali da un veterinario e poi provvedere a recintare il laghetto in cui vivono, per salvaguardare sia la loro incolumità che quella dei frequentatori del parco, in special modo i bambini.
Le tartarughe sono anche molto attive dal punto di vista riproduttivo e, di conseguenza, sarebbe opportuno monitorare le nuove nascite e cercare di tenere il numero di esemplari sotto controllo.
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