Il Tirreno

Montecatini

Camere e appartamenti vuoti a Pescia

di Francesca Maltagliati

La crisi si fa sentire anche nel turismo: visitatori in drastico calo e le permanenze diventano sempre più corte

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PESCIA. Camere e appartamenti vuoti, permanenze ridotte a pochi giorni, visite ai parchi in calo. È una stagione turistica da dimenticare per la città di Pescia. Se, infatti, le agenzie turistiche del territorio (sul Tirreno di ieri) hanno confermato il notevole calo delle richieste di vacanze, o comunque la ricerca di soggiorni low cost, da parte dei residenti, anche quelli che arrivano per visitare i dintorni di Pescia sono nettamente diminuiti rispetto agli anni passati, e a confermarlo ci sono i vari ristoratori che stanno pagando più che mai questa crisi.

Unica voce fuori dal coro è l’ufficio del turismo del Comune di Pescia che, interpellato, ha dichiarato che «gli alberghi e gli agriturismi sono tutti completi, e che l’ufficio è sempre pieno di stranieri che vengono a chiedere informazioni».

Purtroppo, però, basta fare qualche telefonata per sentirsi smentire immediatamente, dai diretti interessati, queste dichiarazioni. Forse qualcuno c’è che, attualmente e per il mese di agosto, è riuscito a riempire le camere e ha una serie di prenotazioni, ma la stagione turistica nel complesso è stata la peggiore degli ultimi anni, e non manca nemmeno chi, anche adesso, continua a rimanere vuoto.

«In questo periodo di lavoro ne abbiamo – dice Roberto, dell’agriturismo La Valle dei Castagni in Val di Forfora – ma certamente non possiamo dire che ci sia il pienone. Ci sono un sacco di buchi, di giorni in cui gli appartamenti rimangono vuoti, anche perché i tempi di permanenza sono diminuiti. Se prima i turisti si fermavano una settimana adesso chiedono di soggiornare tre giorni e poi se ne vanno».

«Quest’anno – fa eco Estera Giannini de “Il Trespo” di Vellano – abbiamo avuto davvero pochi ospiti. Purtroppo la crisi si sente e adesso, che dovrebbe essere il periodo di maggior affluenza, siamo vuoti. Il prossimo arrivo previsto è per dopo ferragosto».

«Fino al 14 luglio – dice ancora Graziana Guidi dell’agriturismo Le Fontanacce, all’inizio della Valleriana – abbiamo subito un calo tremendo. Adesso per fortuna i turisti ci sono, ma per settembre non abbiamo nuove prenotazioni».

«La crisi si è fatta sentire tantissimo – aggiunge Michele Ricciardi della Ninfea Gialla, agriturismo situato su una collina a ridosso del centro storico di Pescia – e quest’anno abbiamo visto appena il 20% dei turisti dell’anno passato. A luglio non c’è stato proprio nessuno e poi, chi viene, richiede soggiorni brevi e cerca soluzioni poco costose».

Anche per chi, adesso, c’è il pieno la stagione nel complesso è stata negativa. «Ora per fortuna – dice Rosanna Ghilardi dei Pianacci a Uzzano – abbiamo tutto occupato, ma la stagione è stata limitatissima. Se prima iniziavamo a lavorare a Pasqua e finivamo a settembre, quest’anno i turisti ci sono stati solo a luglio, e abbiamo prenotazioni per agosto. In pratica lavoreremo soltanto per due mesi in un anno».

E se le colline, una delle attrazioni principali dei nostri territori, hanno subito cali notevoli, non sta meglio Collodi. Nemmeno la magia del burattino più famoso del mondo è bastata, e anche in questo caso i commenti che arrivano sono negativi. «Fino alla fine di maggio – spiega Pier Francesco Bernacchi, segretario della Fondazione Collodi – le cose andavano bene, e abbiamo addirittura notato un leggero aumento dei visitatori del parco rispetto all’anno passato. A giugno e luglio invece l'affluenza è stata bassa. È ovvio che la crisi fa tagliare prima di tutto quelli che non sono dei bisogni primari. Tutti i parchi divertimento stanno pagando per questo. Su Collodi c’è inoltre da dire che pesa la decisione del Comune di aver messo a pagamento i parcheggi, elemento non sostanziale ma più psicologico, che però rappresenta comunque un disincentivo a permanere più a lungo e, magari, a fermarsi a mangiare o a visitare più accuratamente il giardino e il parco».

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