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Montecatini

segnali di crisi

In centinaia hanno chiesto i contributi sugli affitti

In centinaia hanno chiesto i contributi sugli affitti

MONSUMMANO. La crisi? Non la si legge solo nelle percentuali dei mercati azionari o nelle montagne russe (con più salite che discese) dell’ormai temutissimo spread, parola ormai entrata nell’immaginar...

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MONSUMMANO. La crisi? Non la si legge solo nelle percentuali dei mercati azionari o nelle montagne russe (con più salite che discese) dell’ormai temutissimo spread, parola ormai entrata nell’immaginario collettivo e capace di spaventare molto di più di un film di Dario Argento. No, per toccare con mano la crisi che attanaglia sempre più famiglie basta andare negli uffici del sociale di un qualsiasi Comune, primo appiglio per chi non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese.

E, la dove si sono chiusi i termini per la presentazione delle domande, è di questi giorni la pubblicazione, da parte di molti Comuni, delle graduatorie per l’assegnazione dei contributi per il pagamento degli affitti. E il quadro, là dove questi dati sono stati resi noti, è desolante. Restano tante, tantissime, le domande presentate dai cittadini.

Solo nei tre comuni principali, e restando solo nella cosiddetta “Fascia A” (quella delle situazioni più gravi, e che hanno una maggior probabilità di accedere ai contributi) sono state oltre 500 le famiglie inserite in graduatoria (539 per l’esattezza). La parte del leone la fa Monsummano, con 190 richieste, cui ne vanno aggiunte 24 in “fascia B” e altre 8 non ammesse, per un totale di 132 domande presentate agli uffici comunali). A Montecatini sono state inserite in graduatoria A 180 famiglie (mentre non sono stati resi noti i dati delle domande in fascia B e non ammesse), e poco lontano è Pescia con 169 famiglie in fascia A (cui vanno aggiunte 44 domande in fascia B e due non ammesse). Insomma, in media 180 famiglie per Comune, e considerando un nucleo standard di tre persone per famiglia (anche se in realtà la maggior parte dei richiedenti appartiene a nuclei numerosi), e di come da questa graduatoria siano esclusi gli affitti al nero e, ovviamente, i titolari di case di proprietà (che non rappresenta automaticamente un indicatore di benessere) si capisce come – parlando di Comuni con 20mila abitanti – il problema interessi una larga fascia della popolazione.

La situazione non migliora nei comuni più piccoli. Tenendo conto delle sole domande ammesse in fascia A, questi i numeri nei Comuni che hanno già elaborato la graduatoria: a Buggiano 88 famiglie, a Lamporecchio 46, a Pieve a Nievole 60 e a Uzzano 44.

Ed è da smentire anche il luogo comune degli stranieri favoriti nella concessione di aiuti, basta scorrere i nomi in graduatoria (a proposito: solo il Comune di Monsummano ha avuto il riguardo di pubblicare, trattandosi di dati sensibili, le sole iniziali dei richiedenti), si vede come la crisi non sia affatto razzista.

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