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Montecatini

Offensiva di Parlanti, denuncia polizia e Fbi

Offensiva di Parlanti, denuncia polizia e Fbi

Il manager del caso giudiziario tra Usa e Italia accusa gli investigatori di aver dato informazioni false

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MONTECATINI. Il secondo tempo della partita di Carlo Parlanti con la giustizia americana inizia con una denuncia alla Procura di Roma contro un funzionario della polizia italiana e un addetto dell'Fbi all'Ambasciata Usa.

«Hanno dato notizie riservate e deformate sul mio conto alle Procure di Dusseldorf e Ventura per convalidare il mio stato di fermo. Mi hanno causato lesioni gravissime e danni alla salute» sostiene Parlanti.

Il manager informatico di Montecatini, 48 anni, è rientrato in Italia nel febbraio scorso dopo aver scontato otto anni per violenza sessuale sull’ex fidanzata, che lo denunciò tre settimane dopo il presunto stupro, nel carcere di Avenal in California. Non ha mai voluto patteggiare, protestando sempre la propria innocenza e denunciando una serie di falsificazioni a suo danno che ora vengono tradotte in un atto d’accusa sul tavolo della magistratura romana.

Parlanti afferma che «l'ingiusta detenzione è stata determinata da fatti che si ritengono illeciti e di rilevanza penale e che hanno contribuito alla mia condanna e conseguente detenzione negli Usa. Reati che hanno comportato gravi discriminazioni nei miei confronti (cittadino italiano) durante i procedimenti da me subiti in Germania, dove sono stato arrestato nel 2004, concorrendo ad aggravare la mia posizione, senza che avessi subìto alcuna condanna in Italia ed incrementando, senza prova alcuna, le presunzioni di colpevolezza e favorendo conseguentemente la mia estradizione negli Stati Uniti, con gravi conseguenze per l'ingiusta perdita della libertà e danno permanente alla mia salute».

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