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San Domenico in rosso invoca nuovi servizi

di Francesca Maltagliati
San Domenico in rosso invoca nuovi servizi

L’appello del presidente Danesi: «Speriamo che la Società della salute ci affidi le cure intermedie, significherebbero 3mila euro al mese per sistemare i conti»

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PESCIA. L'apertura della nuova strada, la riduzione della Tarsu e l'assegnazione delle due cure intermedie rimaste vacanti in Valdinievole: sono queste le tre condizioni che potrebbero salvare i conti del San Domenico, storica casa di riposo pesciatina che dal 2006 vede chiudere i suoi bilanci con segno meno.

A dirlo è il presidente della Rsa, Piero Danesi, già alla guida della Biennale quando quest'ultima viveva i suoi tempi d'oro e da qualche anno al vertice di questa azienda pubblica di servizi alla persona, la più grande in Valdinievole per capienza.

L'ultimo consuntivo approvato, quello del 2011, si è chiuso con una perdita d'esercizio di 65.092 euro. In linea temporale si tratta del sesto segno meno di fila risultante dalla lettura dei vari bilanci annuali dell'azienda. Il 2010 si era infatti chiuso con una perdita di 36.687 euro, il 2009 con una di 78.025 euro, il 2008 con perdite per 38.425 euro, il 2007 con un segno meno da 22.279 euro e infine il 2006 con un segno meno che valeva ben 82.308 euro. Sommando tutte le perdite avute negli ultimi sei anni si arriva alla cifra totale di 258.724 euro, più del valore del patrimonio netto attuale.

«Purtroppo i conti vanno male – dice Danesi – perché ci sono una serie di problemi da risolvere e di costi incomprimibili. Difatti la maggior parte delle spese, oltre il 70%, deriva dal costo del personale che certamente non vogliamo ridurre perché la funzione da noi assolta è di fondamentale importanza. Forniamo un servizio di assistenza agli anziani ed è bene che si sappia che né io come presidente, né alcun consigliere percepisce un solo euro per il compito che svolge».

I problemi da risolvere riguardano invece la strada, la Tarsu e le cure intermedie.

La nuova strada, oramai ultimata, che conduce al San Domenico dovrebbe divenire la via d'accesso primaria alla casa di riposo e permettere, a differenza dell'attuale, il passaggio senza difficoltà da parte di mezzi di soccorso di grandi dimensioni come il camion dei vigili del fuoco. Peccato che sia chiusa da un cancello e che non venga aperta dall'amministrazione a causa di piccoli dettagli da ultimare.

«L'apertura della strada – spiega Danesi – mi permetterebbe di dare il via ai lavori di adeguamento e di messa in sicurezza del piazzale e della stessa struttura».

Per quanto riguarda la Tarsu la richiesta che l'azienda fa al Comune è quella di una sua riduzione così come prevede una legge regionale per le Rsa. I costi di questa tariffa gravano sui bilanci per oltre 8mila euro l'anno. L'ultimo nodo da sciogliere riguarda invece le cure intermedie, valida alternativa, sicuramente meno costosa, ai ricoveri ospedalieri.

Quest'ultime vengono stabilite per ogni zona e rimborsate dalla Regione che per la Valdinievole ne aveva previste quattro: due sono già attive all'interno del San Domenico, le altre due sono rimaste "non assegnate" dopo il rifiuto dell'istituto Don Bosco di eseguirle.

«Ci aspettiamo e speriamo che la Società della salute – conclude Danesi – decida di affidarle a noi. Per la sanità rappresenta un notevole risparmio, circa un terzo rispetto al costo di un ricovero ospedaliero. Per la casa di riposo significherebbero circa 3mila euro al mese che ci consentirebbero di rimettere in sesto i conti».

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