Sicurezza
Marijuana nella serra Due “vivaisti” in cella sequestrate 500 piante
La coltivazione avviata a maggio in una struttura in affitto Pronti anche 1.300 vasetti con i semi della sostanza
MONTECATINI. Finisce in fumo, ma non come avrebbero voluto i produttori, una maxi-coltivazione di marijuana scoperta dai carabinieri in una serra in località Torricchio a Uzzano.
A bruciare il raccolto - 520 piante già formate e 1.300 vasetti con i semi della pianta - sono stati i militari di Pescia che dopo una serie di appostamenti hanno bloccato i due “vivaisti” intenti a curare le piantine della sostanza illegale. Un arresto in flagranza di reato che è stato convalidato dal giudice. Gli avvocati hanno chiesto i termini a difesa e l’udienza è stata rinviata alla prossima settimana. Nel frattempo ai due arrestati sono stati concessi i domiciliari. La valutazione con i legali sulle scelte processuali oscilla tra la richiesta di rito abbreviato e il patteggiamento.
Gli arrestati. Sono stati il comandante della Compagnia, capitano Enrico Vellucci e il maresciallo Salvatore La Mattina di Pescia a illustrare l’intervento concluso con l’arresto di Gianfranco Monteleone, 34 anni e Domenico Iannello, 35, entrambi residenti a Vibo Valentia, ma domiciliati da anni a Pieve a Nievole.
Il primo ha dichiarato di lavorare nel commercio, mentre il secondo risulta disoccupato. Entrambi sono accusati di concorso in coltivazione illecita di marijuana.
Il sequestro. I carabinieri hanno sequestrato la serra di circa mille metri quadrati, le piante di marijuana e i vasetti. La struttura era stata concessa in subaffitto ai due arrestati da un vivaista della zona ritenuto all’oscuro di cosa veniva coltivato nella serra.
Accanto al fondo era nella disponibilità dei due un terreno di analoghe dimensioni che, per gli investigatori, sarebbe potuto servire per mettere a dimora le piante nella fase di maturazione.
Secondo i militari il valore dell’erba scoperta si aggirerebbe nell’ordine di svariate decine di migliaia di euro.
Le indagini. A imbattersi nella piccola piantagione di marijuana sono stati i carabinieri in servizio di prevenzione contro i furti nei vivai.
Si sono accorti della frequenza con cui Monteleone e Iannello, sempre in coppia, entravano nella serra. Non erano conosciuti in zona come coltivatori abituali. A quel punto sono iniziate le osservazioni mirate del luogo sia di mattina che di sera. E proprio giovedì sera, intorno alle 20,30, è scattato il blitz.
L’intervento. Li hanno visti entrare nella serra e dopo qualche minuto i carabinieri si sono presentati trovando i due, muniti di zappa, impegnati a travasare alcune piantine che avevano raggiunto un’altezza di 40-60 centimetri per sistemarle nel terreno già preparato ad accogliere la “maria”.
È bastato dare un’occhiata al resto della superficie per trovare i 1.300 vasetti con i semi, ben concimati e annaffiati con regolarità.
Del fermo è stato informato il pm di turno, Luciano Padula. Venerdì mattina si è svolto il processo per direttissima che, dopo la convalida degli arresti, è stato aggiornato alla prossima settimana.
Gli sviluppi. Monteleone e Iannello avevano preso in affitto la serra intorno a maggio dando il via all’attività che avrebbe dato i primi frutti tra un mese circa.
Prima di allora in quel posto erano state coltivate piante ornamentali, come del resto nelle strutture vicine.
L’obiettivo dei carabinieri è ora quello di capire se c’erano già degli acquirenti all’ingrosso della marijuana o se i due avevano in animo di piazzare la roba in prima persona senza utilizzare canali già avviati.
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