Il Tirreno

Montecatini

La minaccia del bandito: «Se urli ti sparo»

di Pietro Barghigiani
La minaccia del bandito: «Se urli ti sparo»

Il racconto della commerciante rapinata. «Si è presentato come un cliente, poi ha estratto la pistola»

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MASSA COZZILE. «Se urli ti sparo». Aveva fretta il bandito che ha rapinato, con un complice, l’oreficeria “Gocce d’oro” di Traversagna, fuggendo con un bottino di almeno 30mila euro. E per far capire alla titolare, Lucia Macciò, che non scherzava e arrivato anche a minacciarla di morte.

Una frase ad effetto che ha reso ancora più drammatico il colpo su cui indaga il commissariato di via Puccini.

È ancora scossa la commerciante di via Gramsci. Dopo aver avuto un’arma puntata contro un fianco è stata anche legata. Si è liberata in pochi minuti. E soprattutto non è stata picchiata.

Il blitz si è consumato in pochi minuti. E solo l’intervento di un cliente che aveva capito che qualcosa di strano stava accadendo nel negozio ha impedito che i malviventi se ne andassero con una refurtiva di maggior valore.

Il primo bandito è entrato alle 16,50. A volto scoperto, sui trent’anni, accento del sud, ha chiesto di vedere alcuni preziosi dicendo di voler fare un regalo alla fidanzata.

«Dopo avermi chiesto cosa voleva mi sono girata verso la vetrinetta alle mie spalle – racconta Lucia Macciò –. Dopo un attimo mi ha puntato una pistola al fianco destro. Mi ha chiesto dove era il pulsante per aprire la porta e, tenendomi stretta, me lo ha fatto premere. A quel punto è entrato il complice. Aveva un cappellino e degli occhiali scuri».

L’unico a parlare è stato il bandito con la pistola.

I due hanno portato la titolare nello stanzino dove si trova la cassaforte obbligandola ad aprirla.

«Per tutto il tempo mi ha tenuto l’arma contro il fianco – prosegue la commerciante –. Il complice, rimasto sempre zitto, ha preso tutto quello che ha trovato. Avevamo preziosi in vendita, ma anche oggetti di clienti. Per fortuna siamo assicurati».

Un passante ha notato dall’esterno dei movimenti sospetti. Il forno accanto era chiuso. Allora ha suonato il campanello e poi si è allontanato per andare a cercare altre persone.

«A quel punto i due hanno lasciato perdere gli altri preziosi – aggiunge Lucia Macciò -. Senza l’intervento di quel cliente avrebbero svuotato il negozio. Mi hanno legato mani e caviglie con lo scotch e sono fuggiti in direzione di Montecatini su uno scooter lasciato davanti all’oreficeria. È la prima volta che subisco una rapina e spero sia anche l’ultima».

La polizia ha acquisito le immagini riprese dalla telecamera interna che ha registrato il rapinatore a volto scoperto. E in mano agli investigatori ci sarebbe anche un’impronta lasciata dal bandito sulla quale sono in corso accertamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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