Il Tirreno

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Cerotti anti-dolore, primato dell’Asl

di Valentina Marchi
Cerotti anti-dolore, primato dell’Asl

Il centro di Borgo è capofila in Toscana nel trattamento dell’applicazione fatta conoscere da Balotelli agli Europei

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BORGO A BUGGIANO. Avrete sicuramente notato quei cerotti colorati sulla schiena ben scolpita di Balotelli durante gli Europei di calcio. Molti si saranno chiesti cosa sono e a cosa servono. Ebbene si tratta del Taping neuromuscolare, una tecnica innovativa nata in Giappone circa dieci anni fa, per curare traumi muscolari e articolari.

Il Centro di Riabilitazione Usl 3, con sede nell’edificio della Pubblica Assistenza a Borgo a Buggiano, è stato il primo in Toscana a dotarsi di questo nuovo strumento coadiuvante la riabilitazione ed è diventato in breve tempo un’eccellenza in questo campo e punto di riferimento in Valdinievole. Il Centro ospita gli studenti del corso di laurea in Fisioterapia di Firenze e Pistoia per svolgere i tirocini. Da quattro anni, con il contributo di Rita Romano fisioterapista nella struttura, è stata possibile la creazione di corsi sul trattamento dei pazienti la tecnica del Taping.

I corsi, nati dalla sensibilità dell’azienda verso l’innovazionne, prevedono diversi percorsi disciplinari che spaziano dalla teoria fino alla pratica. Il personale attualmente attivo nel Centro conta 50 fisioterapisti con esperienza ventennale.

«Questa dei cerotti colorati non è una moda, ma una tecnica seria» precisa Paolo Limiti responsabile dell’unità operativa di riabilitazione funzionale del distretto della Valdinievole e docente dell’Università di Firenze. «Da studi comparati è stata confermata l’efficacia di questo trattamento, abbinato a esercizi specifici» chiarisce Limiti. La tecnica del Taping non va però sottovalutata e presa alla leggera. Essenziale è che l’applicazione dei cerotti venga eseguita solo da personale qualificato e seguendo un metodo ben preciso. Lasciate perdere quindi il fai-da-te, perché un uso scorretto può provocare dei danni seri. «I cerotti svolgono un’azione di decompressione degli strati sottocutanei che riduce la scarica dei recettori responsabili del dolore. Svolge inoltre un’operazione che favorisce la circolazione sanguigna e quella linfatica» ci spiega ancora Limiti. Questa tecnica può essere utilizzata su adulti, bambini e persino sugli animali poiché non è previsto l’uso di farmaci.

Gli atleti sfruttano la tecnica per curare i tipici traumi derivanti da un’intensa attività fisica. Ma in campo più strettamente medico, si ricorre all’uso del Taping per patologie muscolari, articolari, edematose e perfino per il trattamento delle cicatrici. «L’importante – sottolinea Limiti – è tenere presente che l’esercizio fisioterapico è essenziale per un pieno recupero funzionale».

E aggiunge: «Ciò che conta è come vengono applicati i cerotti. A seconda del problema da trattare si usano tagli diversi, che hanno lo scopo di stimolare i tessuti più o meno in profondità. Noi abbiamo introdotto la tecnica del Taping nel 2004 e abbiamo seguito un corso di formazione tenuto dal docente australiano David Blow, con cui manteniamo attiva la collaborazione tutt’oggi».

Insomma questo nuovo metodo pare fare miracoli messo in pratica da mani esperte. Tuttavia ci sono delle controindicazioni. Non può farne uso chi soffre di dermatiti, flebiti, ipersensibilità ai collanti, chi è affetto da tumori e assolutamente vietata l’applicazione su ferite ancora aperte.

«Nel nostro centro vengono molte persone e perciò si crea una domanda tale da creare una lista di attesa. Ma i pazienti preferiscono aspettare un po’ di più e curarsi da noi, piuttosto che andare altrove» conclude soddisfatto Paolo Limiti.

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