Il dolore
«Marchi ha fatto bene a dimissionarmi»
Lettera aperta dell’ex assessore Stefano Cirrito: bisogna saper fare anche i passi indietro
PESCIA. Nonostante le polemiche che si sono alzate intorno alla scelta del sindaco di Pescia, Roberta Marchi, di revocare le deleghe dei due assessori, Franco Baldaccini e Stefano Cirrito, non pare che quest'ultimo se la sia presa troppo.
Anzi. Con una lettera apparsa nei giorni scorsi sulla sua pagina di Facebook l'ex assessore allo sport e alla cultura dichiara di comprendere appieno le motivazioni economiche che hanno portato alla diminuzione del numero dei componenti della giunta e non manca di ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto nel suo percorso amministrativo.
«Il sindaco Roberta Marchi – si legge nella lettera – nella mattinata di venerdì 13 luglio in un decreto, sottolineando la difficoltà economica che attraversa il nostro Comune e la volontà di ridurre i costi, mi ha comunicato la revoca della mia nomina di assessore. Una decisione che mi trova pienamente d'accordo. Si fa politica per portare un contributo, per mettersi al servizio della propria città, servire la politica e non servirsi della politica. Quando ci si accorge che è arrivato il momento di fare un passo indietro bisogna farlo, sapendo che questa revoca non è dovuta ad una mia mancanza o a lotte politiche ma alla necessità di fare delle rinunce. Il mio assessorato finisce qui. Non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto ma ho la consapevolezza di aver fatto il possibile e di aver ottenuto validi risultati nei limiti degli strumenti a mia disposizione».
Alla premessa segue poi una lunga lista di ringraziamenti che comprende i ragazzi della Giovane Italia di Pescia, lo stesso sindaco «per aver riposto in me fiducia e per avermi permesso a 30 anni di fare questa esperienza», tutti gli assessori.
Cirrito, che non rinuncia al politically correct, ringrazia anche i consiglieri di minoranza e infine i vari dipendenti comunali, la Lega dei Rioni, Lando Silvestrini, Piero Papini, Giovanni Gentile e Lorenzo Brandani.
«Come d'abitudine – conclude infine la lettera – in politica ci saranno sicuramente delle critiche inevitabili. Spero comunque che questo scritto venga compreso ed interpretato al di fuori da ogni schieramento o meccanismo politico. Si tratta semplicemente di un gesto fatto a livello personale e umano».
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