Attenzione
«Vendita con conflitto di interessi»
Opposizione contro la giunta per l’asta di un fondo vinta da un esponente del Pdl
PESCIA. «Non è che alla fine si è cucito un vestito su misura addosso a un influente esponente della maggioranza di centrodestra che governa il Comune a discapito degli interessi reali dell’ente?».
È il senso dell’interrogazione presentata alla giunta dai consiglieri comunali di opposizione Gennaro Rufino (Pescia Democratica) e Marco Ardis (Fli) sulla vendita all’asta degli ex magazzini per 107mila euro alla società dell’esponente consiliare del Pdl, Lorenzo Brandani.
Affermano Rufino e Ardis: «Ora, al netto del lotto acquistato dalla società di Brandani, viste le peculiarità poco appetibili commercialmente degli altri due lotti sia per ragioni logistiche (mancanza di spazi) che strutturali (onerose opere di ristrutturazione e bonifica), l’area rischia di aver perso attrattiva commerciale e rimanere invenduta»
I due consiglieri più che sorpresi «sono perplessi sia per motivi di opportunità politica. Infatti, certe operazioni hanno il sapore del conflitto di interessi e non predispongono i comuni cittadini a pensare che l’impegno politico sia sempre trasparente e disinteressato come dovrebbe, sia per gli aspetti tecnico procedurali che hanno portato a questo esito. In particolare perché si è deciso di dividere in tre porzioni l’area che originariamente era destinata alla vendita nel suo insieme?Con quali criteri tecnici oggettivi si sono stabiliti i valori stimati dei singoli lotti? Con quali parametri di mercato si è potuto valutare che dividendo l’area in tre, la stessa nel suo complesso ne acquisisse in valore e attrattiva commerciale ?»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
