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troppo clamore dopo i sequestri

Falso provolone: Mandara cercava appoggi alla Camera

Falso provolone: Mandara cercava appoggi alla Camera

MONTECATINI. Giuseppe Mandara cercava appoggi in Parlamento per coprire il clamore suscitato dal sequestro dei finti provoloni commercializzati dalla Alival di Ponte Buggianese. È quello che emerge...

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MONTECATINI. Giuseppe Mandara cercava appoggi in Parlamento per coprire il clamore suscitato dal sequestro dei finti provoloni commercializzati dalla Alival di Ponte Buggianese.

È quello che emerge dalle intercettazioni inserite nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato a quattro arresti, al sequestro di 100 milioni di euro di beni e quote societarie e all’emissione di dieci misure interdittive per manager e chimici.

L’operazione “Bufalo” di Dia e carabinieri del Noe di Napoli nella quale è finito in carcere il re della mozzarella Giuseppe Mandara, accusato di associazione di stampo camorristico e reati in tema di tutela della salute pubblica, coinvolge anche la Alival, il cui 49 per cento delle quote della Ilc dell’imprenditore napoletano, a cui gli inquirenti contestano uno stretto legame finanziario con i Casalesi di Mondragone, sono state sequestrate.

Tra i destinatari toscani delle misure interdittive ci sono Antonio Severini, 53 anni, di Buggiano, responsabile risorse umane e degli stabilimenti della Alival e Luca Cantini, 57 anni, di Ponsacco, amministratore delegato della società pontigiana.

Sono indagati per commercio di sostanze alimentari nocive e vendita di prodotti industriali di natura alimentare con segni mendaci.

Per la Procura sapevano di consegnare alla grande distribuzione, tra cui l’Unicoop di Scandicci, provolone non pregiato nonostante la richiesta dei committenti fosse precisa nell’ordinazione di 180 forme di prodotto pregiato.

Secondo l’antimafia partenopea, nell’ottobre 2008, Mandara e gli altri avrebbero messo in vendita 59 forme di provolone prodotte da un caseificio non iscritto al consorzio, ma spacciandole sul mercato come “provolone Del Monaco dop’, una partita finita alla Unicoop di Scandicci, tramite la Alival.

Al telefono con il suo collaboratore Mandara ordinava: «Eh vabbe eh preparateli eh mo proviamo a mollargli quelli là… questi qua senza marchio e vediamo che succede».

Una parte di quei provoloni venne sequestrata dal corpo forestale all’interno dell’Auchan di Nola e a quel punto Giuseppe Mandara al telefono con il suo avvocato chiede di contattare l’onorevole Antonio Milo (Mpa) per ridimensionare il clamore dovuto al sequestro.

Le indagini, con intercettazioni e dichiarazioni di pentiti, sono andate avanti per poi deflagrare nell’operazione “Bufalo”.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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