Sicurezza
L’opposizione accusa «Su bilancio e Imu nessun confronto»
LAMPORECCHIO. Un bilancio passato in pochi minuti senza dibattito, una situazione che porta i consiglieri Luigi Ferradini (Obiettivo Comune) e Ivano Bechini (Sinistra per Lamporecchio) a muovere un...
LAMPORECCHIO. Un bilancio passato in pochi minuti senza dibattito, una situazione che porta i consiglieri Luigi Ferradini (Obiettivo Comune) e Ivano Bechini (Sinistra per Lamporecchio) a muovere un duro attacco al sindaco Chiaramonte.
«In una sala semideserta per l’assenza di numerosi consiglieri, dopo un’attesa di oltre 40 minuti per il raggiungimento del numero legale – scrivono i consiglieri – e l’abbandono dell’aula in segno di protesta del consigliere di Sinistra per Lamporecchio, e la logica rinuncia all’entrata in aula dei consiglieri di Obiettivo Comune, a suon di telefonate sono stati rimediati 2 consiglieri della maggioranza. A quel punto con un risicatissimo numero legale, garantito peraltro da un consigliere di Centrodestra per Lamporecchio (che evidentemente ha scambiato il rispetto per le istituzioni con la cosiddetta “opposizione di sua maestà”, inventata a suo tempo da chi non conosceva il significato di democrazia), sono stati stati approvati in 20 minuti non solo il bilancio 2012, ma anche il regolamento Imu e altre 3 deliberazioni. Al di là dei complimenti per la celerità e la grande chiarezza di idee dei presenti su atti complessi come il bilancio, vista l’assenza di dibattito, e delle felicitazioni per la nuova maggioranza Pd–Pdl che governa Lamporecchio (vista l’astensione sull’Imu e i voti a favore su altre 2 delibere), vorremmo far presente che fin dal 7 giugno era stato chiesto formalmente un percorso partecipativo (cioè di chiarezza) su Bilancio e regolamento Imu al sindaco, ai presidenti di commissione e alla maggioranza. Richiesta disattesa. Dunque, a Lamporecchio, il Pd si è allineato al nuovo leader Monti, il cui concetto di democrazia e di rispetto delle minoranze è sotto gli occhi di tutti».
«Peccato – chiude la nota – perché proprio questi momenti di grande difficoltà per i cittadini e per la tenuta della comunità locale come della democrazia stessa, dovrebbero essere di stimolo ad un vero confronto democratico e noi ci domandiamo chi decide veramente sul bilancio e sulle scelte derivanti, il sindaco o qualche tecnico comunale? Anche perché il decisionismo, spesso porta alle dittature».
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