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Stop ai finanziamenti per le prestazioni termali

Stop ai finanziamenti per le prestazioni termali

Allarme dell’Ancot che denuncia il congelamento di tre milioni già stanziati Il sindaco Bellandi: «Si aggrava una situazione già pesante per il comparto»

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MONTECATINI. Stop all'accordo nazionale per il tariffario 2010/2011 che prevedeva l'assegnazione di 3 milioni a tutto il Consorzio termale italiano a saldo di prestazioni già erogate. La notizia arriva dal sindaco Giuseppe Bellandi, che a sua volta l’ha appresa dall’Ancot (l’associazione dei comuni termali).

«Nonostante l'apparente esiguità della cifra – dice il sindaco – sottolineo come in questo momento si venga ad aggravare una situazione pesantissima, che in altre realtà termali è ancora più sentita che nella nostra. Questo non mi consola certamente ma deve far riflettere in questi giorni con serietà e responsabilità tutti noi. Naturalmente Ancot si darà da fare insieme a Federterme per sbloccare questa situazione e per sensibilizzare le autorità di riferimento dei nostri territori».

La sottoscrizione dell’accordo nazionale tariffario 2010 - 2011 doveva essere sottoposta all’intesa nella Conferenza Stato - Regioni del 21 giugno. Le risorse alla base dell’intesa sono quelle che residuano dalla previsione del “Milleproroghe 2008”, che aveva assegnato al settore termale uno stanziamento di nove milioni di euro, di cui sei sono stati utilizzati con il precedente accordo nazionale (2008 - 2009) e i restanti tre milioni sarebbero stati suddivisi nell’accordo già definito con la Commissione Salute, con spalmatura uniforme sul biennio 2010 - 2011. «Quello che sembrava un mero atto formale – scrive Massimo Tedeschi, presidente dell’Ancot – anche alla luce delle intese che risultavano essere intercorse con il Tavolo tecnico delle Regioni e con il ministero della Salute, ha incontrato un blocco da parte di apparati ministeriali che, nei giorni scorsi, hanno richiesto alla Commissione salute ulteriori informazioni e approfondimenti proprio in tema di spesa relativa agli anni 2010-2011. Questo blocco aggrava la situazione delle nostre terme già duramente provate dalla crisi economica e dalla mancanza di risorse e di strumenti di sostegno del comparto».

I dati dell’anno 2011 e del primo semestre 2012 segnalano un peggioramento della situazione con calo medio percentuale dei fatturati aziendali superiore al 10%. A ciò si aggiungono i numeri relativi alla situazione occupazionale che segna una grave flessione in tutte le realtà termali dovuta alla ritardata apertura degli stabilimenti, con conseguente riduzione delle assunzioni di lavoratori stagionali anche nel settore alberghiero connesso al settore termale. «Sono costanti – fa sapere Tedeschi –i contatti con la Presidenza di Federterme al fine di adottare iniziative congiunte che chiedo ai Comuni termali di supportare con apposita attività di sensibilizzazione presso le autorità provinciali e regionali e i parlamentari del territorio al fine di sbloccare una situazione che colpisce i nostri comprensori».

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