Il Tirreno

Montecatini

I Comuni: «Più partecipazione nelle decisioni di Poste Italiane»

di Valentina Marchi
I Comuni: «Più partecipazione nelle decisioni di Poste Italiane»

Sono 24 le località della provincia di Pistoia che rischiano di veder chiudere gli uffici Ieri incontro tra i sindaci e la presidente Fratoni. Interrogazione del Pd in Parlamento

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MONTECATINI. Giù le mani dalle poste. Così si potrebbe riassumere il senso dell’incontro che si è svolto ieri mattina a Pistoia, nella sede provinciale in piazza S. Leone, per fare il punto sul rischio di chiusura di alcuni uffici postali presenti sul territorio. Vi hanno preso parte il direttore provinciale di Poste Italiane Gabriele di Donato e la presidente della Provincia Federica Fratoni, con la partecipazione di alcuni rappresentanti dei Comuni di Pistoia, Sambuca, Marliana, Montecatini, Massa e Cozzile e San Marcello. Appreso che le decisioni riguardanti la cessata attività o le riduzioni di operatività degli uffici sono prese direttamente nelle sedi centrali dell’azienda e la contrattazione è di esclusiva pertinenza dei livelli nazionali, sindacali e aziendali, la Provincia e i Comuni hanno espresso la volontà di non accettare un assetto decisionale che non sia condiviso con i territori e con il governo regionale. Gli uffici postali candidati alla chiusura sono ben 174 in tutta la Toscana, 24 i comuni coinvolti nella sola provincia di Pistoia.. «Questa è stata una riunione informale – spiega Massimo Niccolai sindaco di Massa e Cozzile – ci hanno detto che gli elenchi pubblicati non sono definitivi. Per quanto ci riguarda, lo stesso direttore di filiale, mi ha informato che non era iscritto in nessuna lista di chiusura». Tutto è ancora da decidere e gli uffici postali in ballo verranno giudicati in base ad alcune caratteristiche che decreteranno il loro futuro. «Se verrà stabilito che l’ufficio postale di Massa dovrà serrare i battenti, ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione» confessa Niccolai. Segue Marco Traversari sindaco di Marliana, che chiarisce come «è ancora tutto in fase di contrattazione, di certo non c’è niente». Ogni Comune cerca, in ogni modo, di respingere l’eventualità della chiusura di un proprio ufficio . «Io ho preso l’impegno con Gabriele di Donato, direttore provinciale di Poste Italiane, di inviare una relazione con le motivazioni per cui mi oppongo alla chiusura dell’ufficio postale di Marliana» precisa Traversari. Che impallidisce al pensiero che questa possibilità possa davvero concretizzarsi: «Metterebbe in ginocchio una buona fetta di territorio. Non voglio neanche prenderla in considerazione questa opzione». Nel frattempo anche i parlamentari toscani si sono mobilitati in merito alla questione. A parlare è l’onorevole Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd: «Inaccetabile che si proceda a un così duro piano di tagli senza il coinvolgimento anche delle istituzioni locali». Proprio per denunciare tale situazione è stata presentata un’interrogazione parlamentare per chiedere l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico affinchè sia garantita l’effettiva erogazione di un servizio di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale.

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