Sicurezza
Lavori al cimitero Verso la risoluzione del contratto
Il Comune di Buggiano si rivolge al tribunale per chiedere di tornare in possesso del cantiere
BUGGIANO. Il Comune ha dato il via alle procedure per la risoluzione del contratto relativo ai lavori di ampliamento del cimitero di via Terrarossa. La giunta comunale ha infatti approvato una delibera con la quale, oltre ad aprire la pratica per la recessione dell’accordo, si metteranno in campo tutta una serie di altre iniziative legate al cantiere dove, da mesi, non si muove più nemmeno un mattone.
Adesso la parola più importante toccherà alla magistratura, che dovrà esprimersi sulla richiesta del Comune di Buggiano e, soprattutto, lo dovrà fare anche in tempi possibilmente brevi, visto che l’opera al centro del contenzioso è indispensabile per la comunità buggianese, che si rischia di far defradare anche il molto che sin qui è stato fatto e che, per di più, ci sono anche potenziali rischi per la sicurezza.
«Abbiamo dato il via alle procedure per riprenderci il cimitero – spiega il sindaco di Buggiano Daniele Bettarini – adesso confidiamo nella legge e nella magistratura. E, non appena ci sarà ridata al disponibilità del cantiere potremo partire con la pratica per un nuovo affidamento dei lavori (peraltro arrivati a un ottimo punto, mancano infatti solo le rifiniture ndr). Bisogna vedere quando ci fisseranno l’udienza. I tempi, comunque, non dovrebbero essere lunghissimi, anche se non credo che se ne parlerà fino a fine estate. Penso che si arriverà a dopo il 15 settembre».
I motivi di questo ricorso alla giustizia sono descritti nella delibera, dove sono illustrate tutte le traversie del cantiere, iniziate con l’ultimo stralcio dell’opera (per 194mila euro), affidato, come il precedente all’impresa Gaglioti Srl. Solo che dopo due intimazioni di ripresa dei lavori (ad aprile e nel luglio del 2011), dopo tutta una serie di tentativi di incontro coni rappresentanti dell’azienda, andati a vuoto (il 25 luglio dell’anno scorso, per esempio, nessun rappresentante della società si sarebbe presentato all’appuntamento fissato al cantiere)e dopo altri mesi di tentativi, falliti, di mettersi in contatto con la ditta costruttrice, nel novembre scorso, in un colloquio telefonico, il titolare della società costruttrice avrebbe comunicato che non era in grado di proseguire i lavori, e che avrebbe fatto sapere le sue intenzioni sulla trattativa per la recissione del contratto. Poi, lo scorso marzo, in Comune arrivava la nota del legale dell’impresa per richiedere il pagamento delle somme che il Comune avrebbe dovuto ancora pagare.
Ma, secondo il Comune, le inadempienze starebbero tutte dalla parte dell’impresa, accusata di gravi inadempienze contrattuali, in primis quella di aver superato abbondantemente i tempi previsti per l’ultimazione dei lavori. Da qui la decisione di rivolgersi alla giustizia per rientrare in possesso del cantiere.
La procedura, comunque, viaggia su più aspetti, perché oltre alle vicissitudini descritte nella delibera di giunta, si pongono anche altre questioni, come quella della sicurezza, messa potenzialmente in pericolo, a detta dell’amministrazione, anche dalla presenza, a tutt’oggi di un’area di cantiere all’interno del cimitero. E in particolare di una gru, montata dall’impresa, e lì lasciata ferma ormai da oltre un anno.
«L’accesso al cimitero – chiude Bettarini – si chiede anche per motivi di sicurezza. Ci sono ancora tutte le attrezzature dell’impresa, ma non possiamo certo andare lì e toglierle, essendo una proprietà privata. Occorre, anche per questo, il permesso di un giudice».
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