Il dolore
Strappo di Rifondazione che non approva l’Imu
In consiglio comunale ultima puntata dello scontro con il sindaco Vanni Critiche sull’aliquota applicata a Monsummano anche dalla lista civica e dal Pdl
MONTECATINI. Si consuma in consiglio comunale lo strappo forse definitivo tra Rifondazione - Comunisti italiani e Pd. Pomo della discordia l'Imu, l'Imposta municipale unica che in pratica reintroduce l'Ici sull'abitazione. Al momento di approvare le aliquote per l'anno 2012 (da pagare a settembre come seconda rata), decise in accordo da 9 amministrazioni della Valdinievole (5,5 per mille sulla prima casa, 9,6 per mille su seconde case, negozi e aziende, 10,6 per mille sulle seconde case sfitte, 2 per mille sui fabbricati strumentali) viene fuori la chiara posizione del partito dell'ex vicesindaco Giacomo Pasqui che, ieri pomeriggio, dopo diverso tempo di assenza, era in sala consiliare anche se seduto sugli sgabelli del pubblico. Paolo Menchi, capogruppo del Prc, anche lui tornato tra i banchi dopo un mese, ha dichiarato: «Noi siamo in aperto disaccordo sull'Imu, votiamo contro l'approvazione delle aliquote».
Quello che si avvertiva nell'aria dopo il “licenziamento” di Pasqui da parte del sindaco Rinaldo Vanni è sempre più forte: dalle nubi siamo ora passati ad un vero e proprio temporale. La questione Imu ha comunque prodotto un dibattito piuttosto lungo e acceso. Molti sono stati gli interventi e numerose le proposte. Intanto dal capogruppo Pdl Giovanna Perone: «A mio avviso sarebbe stato più giusto aumentare l'Irpef di un punto perché è una tassa legata al reddito. Non certo l'Imu, che è su un bene fondamentale come la casa. Ancora sull'Imu: io farei agevolazioni per giovani coppie, per famiglie monoreddito, per nuclei familiari con disabili, naturalmente abbassando l'aliquota sulla prima casa al 4 per mille». Poi anche il consigliere della lista civica “Noi per la gente” Alessio Boldrini che, rilanciando l'aumento dell'Irpef (dal 5 all'8 per mille), ha messo sul tavolo l'idea di introdurre un euro di tassa di soggiorno. La stessa lista civica ha presentato un ordine del giorno sul tema, impegnando la giunta ad applicare l'aliquota Imu per la prima casa al 4 per mille e quella sulle seconde case concesse ai figli al 7,6 per mille.
Così ha risposto il sindaco Vanni: «Io avrei preferito l'applicazione della tassa patrimoniale, dove chi più ha più dà, sarebbe stato un discorso di equità. A malincuore introduciamo l'Imu, un'imposta che ci rende gabellieri dello Stato. La scelta nostra è di non approvare il regolamento sull'Imu ora ma di arrivare al bilancio con queste aliquote per vedere a quanto ammonta il gettito. Più avanti, quando andremo a discutere del regolamento, andremo ad attenuare l'aliquota soprattutto per quanto riguarda le imprese e i negozi».
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