Il Tirreno

Montecatini

Parcheggi all’ospedale e proteste

L’Avis: paghiamo per donare

E un lettore denuncia: «Chi posteggia male viene segnalato»

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PESCIA. Da questa settimana si paga per parcheggiare in zona ospedale, e non si son fatte attendere le proteste. Due le segnalazioni arrivate alla nostar redazione.

La prima è del presidente dell’Avis Emanuele Cotsodontis: «La convenzione che abbiamo firmato con la Asl prevede dei posti auto riservati ai donatori. In realtà sono anni che questi posti non ci sono, nonostante li abbiamo più volte sollecitati. Ma fino alla settimana scorsa era un problema che non sentivamo più di tanto. Adesso, però, tutto è cambiato. I donatori di sangue sono persone che anonimamente e volontariamente, del tutto gratuitamente, si presentano ogni mattina al Centro Trasfusionale per donare una parte di sé. Un servizio fondamentale per la sanità. Adesso si chiede ai donatori di pagare per compiere il loro gesto d’amore e generosità. Sono 20 giorni, ormai che abbiamo chiesto un incontro urgente all’amministrazione comunale, per trovare insieme una soluzione. Non ci è mai arrivata una risposta. Il sindaco in ogni incontro fatto fino a oggi ha sottolineato come ritenga che i donatori debbano poter usufruire di parcheggi gratuiti, ma non si è ancora mosso niente. Quanto ancora dobbiamo aspettare per una soluzione?».

Di tenore diverso la segnalazione che arriva da un nostro lettore, che accusa i dipendenti della società che gestisce il parcheggio di un eccessivo “senso civico”, che però nascerebbe da una precisa motivazione: «Quando sono arrivato al lavoro, ho parcheggiato “non a pagamento”, e ho visto alcuni responsabili della PePar che stavano mostrando a un vigile urbano (forse perché i loro parcheggi erano deserti?) alcune auto in sosta non propriamente adeguata. Una situazione non nuova, ma da anni mai sanzionata perché i nostri vigili capivano i problemi di coloro che lavorano».

Da qui le accuse alla Pepar, di non aver rifatto le strisce per i posti auto, di non aver iniziato a fare il parcheggio a due piani e di tenerne chiusi altri due e poi «fa anche la spia».

Il lettore chiude quindi con delle esortazioni: «Caro vigile urbano, continua a rispettare chi lavora, anche tu devi parcheggiare. Caro Comune, non farti manipolare e comincia a rimediare ai problemi che hai creato alla popolazione, indicandoci dove sono i parcheggi liberi anche se lontani dal luogo di lavoro, e obbliga la PePar a rispettare gli impegni presi».

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