La manifestazione
Sicurezza a rischio per un’antenna rotta
Denuncia del Sap: da un mese comunicazioni radio impossibili al commissariato, non ci sono soldi per riparare il guasto
PESCIA. Scordatevi i telefilm americani, quelli in cui gli agenti in pattuglia chiamano la centrale, pronunciando una serie di numeri per indicare un qualche reato. A Pescia, da circa un mese, se i poliziotti sono testimoni di un qualche reato, e hanno bisogno di rinforzi, sono costretti a usare il telefonino. Anzi, il proprio telefonino. Le radio in dotazione alle pattuglie, infatti, ora come ora non servono a nulla, visto che non possono né ricevere, né trasmettere. Una situazione assurda, potenzialmente assai pericolosa, con cui i poliziotti e i cittadini sono costretti a convivere a causa di un guasto al ripetitore del commissariato di via Galeotti. Sì, un banale guasto che, però, non è più banale dal momento che finora la riparazione si è rivelata impossibile. Non per complicazioni tecniche, ma per... mancanza di soldi.
Qualche centinaio di euro, forse un migliaio: tanto dovrebbe costare l’intervento di un tecnico. E tanto rischia di valere la vita di un agente (o di un cittadino) la cui sicurezza è spesso legata alla capacità di comunicare con la centrale operativa.
A dare la notizia è Andrea Carobbi Corso, segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia Sap: «È successo quello che era facilmente prevedibile. I tagli al sistema sicurezza di questo governo si sono ripercossi come era facile immaginarsi anche nella nostra provincia. Le volanti del pronto intervento, nella zona pesciatina, non possono comunicare con la centrale operativa del commissariato perché l’impianto radio dello stesso è guasto da più di un mese.Nonostante gli sforzi del dottor Manzo, questore di Pistoia, a oggi non sono stati reperiti i fondi che permetterebbero il ripristino dei collegamenti radio. La sicurezza dei poliziotti e dei cittadini di Pescia, per il governo, vale meno di poche centinaia di euro».
«La nostra battaglia per la tutela della sicurezza dei poliziotti e dei cittadini è quotidiana – prosegue il sindacalista – la polizia non può certamente garantire tale diritto senza le opportune risorse».
Sono molte, e nessuna piacevole, le potenziali conseguenze di una situazione del genere, anche perché il problema non si “limita” solo a Pescia, ma a tutta l’area, a Ovest della Valdinievole, di competenza del commissariato cittadino, nonché le eventuali volanti provenienti da fuori, per esempio da Montecatini in una situazione di emergenza, impossibilitate a comunicare con la centrale di Pescia. Gli esempi negativi si sprecano: in caso di emergenza in città per dare l’allarme si chiama il 113, la chiamata arriva alla centrale di Montecatini che, per avvertire il commissariato di Pescia, deve ricorrere al telefono (e già si perde tempo rispetto a una chiamata radio), ma qui l’operatore, che è uno, non può avvertire la volante più vicina se non utilizzando ancora una volta il telefono cellulare. Ed essendo solo e potendo utilizzare esclusivamente il telefono non può contemporaneamente avvisare eventuali altre squadre.
Ma il problema è anche nella direzione opposta: un’eventuale pattuglia che assiste a un crimine non può dare l’allarme o chiedere rinforzi in tempi decenti e, soprattutto, non può mantenere un contatto continuativo e contemporaneo con la centrale e altre volanti. E il risultato che le pattuglie che si muovono sul territorio sono, di fatto, depotenziate nella loro capacità di intervento. A spese della sicurezza dei cittadini e degli stessi agenti.
Tutto per un’antenna rotta.
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