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LA LETTERA

«Più elasticità per gli stadi Non uccidete il calcio»

«Più elasticità per gli stadi Non uccidete il calcio»

BUGGIANO. Il Borgo Calcio costretto a “trasferirsi” a Lucca per colpa di regolamenti che non sembrano tenere in alcun conto i problemi delle piccole realtà. Questo il tema della bella lettera di un...

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BUGGIANO. Il Borgo Calcio costretto a “trasferirsi” a Lucca per colpa di regolamenti che non sembrano tenere in alcun conto i problemi delle piccole realtà.

Questo il tema della bella lettera di un antico tifoso, che costituisce un invito al buonsenso, rivolto alla Federcalcio.

« Sono un tifoso dell’Us Borgo a Buggiano da 55 anni – scrive Paolo Conti – e credo di interpretare il pensiero di tanti altri tifosi. Abbiamo passato momenti felici con vittorie nei vari campionati e coppe, e altri meno lieti quando dovevamo retrocedere. Oggi stiamo vivendo un sogno con la squadra confermata in C2. Leggo che ci sono forti possibilità che il Borgo debba giocare a Lucca, poiché sembra che difficilemente verrà rinnovata la deroga avuta per la mancanza dell’impianto di illuminazione. Suona strano che sia obbligatorio l’impianto quando non sono previste in calendario gare in notturna. Dicono che così è la legge, poiché qualche partita di coppa o qualche posticipo potrebbero essere giocati in notturna, ma le leggi possono essere modificate e adeguate alla realtà, almeno per le piccole società. L’Us Borgo è una società ben amministrata, un esempio da seguire: perché costringerla a fare investimenti notevoli, in un momento come questo per il Paese (che ha anche rinunciato alla candidatura olimpica per non impegnare le esauste finanze)?».

«Se dovesse capitare di giocare in notturna – continua la lettera – si cercherà allora uno stadio adeguato. Si parla anche della possibile unificazione di tutta la lega Pro in solo tre gironi, allora scatterebbe anche la necessità di ampliare a circa 4mila posti lo stadio Benedetti (e di conseguenza la viabilità e i parcheggi) cosa che credo praticamente impossibile per la nostra situazione. La media spettatori del borgo è di circa 300 persone. Quale società è in grado di mobilitare in trasferta più di 1000 persone? Forse Pisa, Pistoia, Lucca, Prato: ma allora anche il nostro stadio sarebbe in grado di accogliere questa tifoseria. Le piccole società non possono essere paragonate con le “vecchie decadute”, che hanno altre esigenze e possibilità, e dovrebbero essere considerate in maniera diversa. Il tifoso può anche seguire la squadra lontano dal suo stadio, anche per un lungo periodo dovuto a ristrutturazione o altro, però sapendo che prima o poi tornerà a giocare in casa. Ma quando si sa che l’eventuale adeguamento dello stadio alle norme non sarà possibile, significa far smettere i tifosi delle piccole realtà, significa non vivere più favole come quella del Castel Val di Sangro in serie B. Il tifo è passione, non interrompete i nostri sogni facendoci svegliare in un incubo».

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