Sicurezza
L’Apam chiede al Comune un “piano delle funzioni”
MONTECATINI. «Gli strumenti di programmazione commerciale non consentono di impedire l’apertura di nuovi esercizi pubblici. Possiamo discutere sull’opportunità di certe collocazioni, ma se il privato...
MONTECATINI. «Gli strumenti di programmazione commerciale non consentono di impedire l’apertura di nuovi esercizi pubblici. Possiamo discutere sull’opportunità di certe collocazioni, ma se il privato è a posto con le norme urbanistiche, edilizie, sanitarie e con la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) può aprire. Le leggi nazionali sulle liberalizzazioni non possono essere ostacolate dai regolamenti comunali. La realtà è che siamo entrati in un altro mondo. Possiamo disciplinare certe destinazioni a livello urbanistico, nel commercio non possiamo incidere più di tanto». Parole dell’assessore al commercio Fabio Tosi a proposito del “caso” sollevato dall’apertura di nuove pizzerie al taglio in piazza del Popolo e dintorni, che porteranno in breve a quattro il numero di tali esercizi. La terza, la “Pizzoteca”, ha aperto giovedì in viale Verdi all’ex “Chicco d’uva”, mentre un’altra è prevista per settembre al posto del Caffè del Centro Bistrot.
Ma a muoversi su questo fronte sono anche le categorie economiche. L’Apam, ad esempio, chiede un “piano delle funzioni” in vista dell'aggiornamento dei criteri di qualità dei pubblici esercizi e della revisione del regolamento comunale di polizia municipale. Ovvero un piano che preveda esercizi di vicinato in piazza del Popolo contro il rischio di una sua trasformazione in “piazza Margherita”.
«In considerazione dell'attuale normativo – si legge in una lettera inviata all'assessore – diretto a una liberalizzazione delle aperture di attività commerciali rispetto a vincoli amministrativi, Apam non pone eccezioni alle modifiche proposte. Pone però l'attenzione anche al fatto che l'assenza di programmazione del territorio potrebbe vanificare importanti investimenti imprenditoriali in quanto non preventivamente contestualizzati con adeguata certezza. A maggior ragione adesso con l'avvento delle liberalizzazioni degli orari di apertura delle attività commerciali ed esercizi di somministrazione. La materia urbanistica resta l'unico strumento possibile per una corretta programmazione del territorio e in questo ambito invitiamo l'amministrazione comunale a un confronto costruttivo. Invitiamo a inserire tra i criteri oggettivi un riconoscimento in favore di aperture di attività ubicate negli stessi locali, o in locali attigui, di attività commerciali del settore alimentare o di imprese turistiche, condotte da almeno 2 anni dallo stesso richiedente a titolo proprio o comunque per mezzo di società di cui lo stesso è legale rappresentante».
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