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Rimpasto in giunta: via un assessore

di Luca Signorini
Rimpasto in giunta: via un assessore

Dopo la crisi in maggioranza la squadra del sindaco passerà da sei a cinque elementi e non ci sono nomi sicuri

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MONSUMMANO. Un assessore in meno. Con la sua indennità da utilizzare per l’acquisto di beni o attrezzature, che dovranno essere scelte dai cittadini stessi attraverso un questionario di partecipazione, sul sito internet del Comune. È questa la decisione del sindaco Rinaldo Vanni alla vigilia del rimpasto di giunta, diretta conseguenza della crisi interna alla maggioranza, del braccio di ferro tra lo stesso primo cittadino e l’ex vicesindaco di Rifondazione Comunista Giacomo Pasqui, “licenziato” dalla sua carica dopo alcune dichiarazioni discordi sulla gestione dei servizi pubblici.

Ma dal primi cittadino arrivano comunque dei distinguo: «Una cosa è l’assetto normativo e istituzionale – spiega Vanni – un’altra è la composizione politica. Ho maturato la soluzione di ripartire con un assessore in meno perché ritengo necessario che, in una situazione di crisi come questa, il Comune debba aumentare il proprio senso di responsabilità nei confronti della città. Ma la questione non riguarda solo la riduzione di un assessore. Il suo stipendio annuale, che si aggira intorno ai 20mila euro, sarà assegnato a progetti specifici che io vorrei concordare con i cittadini, aprendo una sezione dedicata sul sito del Comune».

La giunta perde un pezzo. Non sarà sicuramente la carica di vicesindaco a sacrificarsi sull’altare del risparmio e dei buoni propositi. Ma un singolo assessore di cui ancora non si conosce il nome. È questione comunque di una manciata di giorni e tutte le caselle torneranno al loro posto. La giunta comunale passerà da sei a cinque membri a poco meno di due anni dalla fine del mandato. Un’operazione, questa, che il sindaco ritiene tra «le poche effettuate in Comuni sopra i 15mila abitanti e soprattutto quando il lavoro amministrativo è nel pieno del suo svolgimento».

Le casse municipali si alleggeriranno così di una spesa di circa 1.400 euro al mese: soldi da destinare a un preciso capitolo di spesa che soltanto i cittadini potranno decidere, grazie ad una consultazione aperta e pubblica sui mezzi informatici nella disponibilità dell’amministrazione (sito internet e Facebook).

Toto assessori. Il taglio della poltrona è legato, anche se non direttamente, come tiene a precisare il sindaco, al terremoto politico che ha sconvolto la coalizione di centrosinistra al governo di Monsummano. Da quello che si apprende, il rapporto tra Rinaldo Vanni e Giacomo Pasqui (e quindi tra Pd e Rifondazione–Comunisti italiani) è giunto al capolinea («Caduto com’è il rapporto fiduciario», chiosa il primo cittadino). Per un “secondo matrimonio” che non s’ha da fare. Così, se non sarà il vicesindaco a mancare nella prossima composizione di giunta, è necessaria la nomina di una nuova personalità che possa ricoprire questo ruolo. Va da sé che uno degli attuali assessori (Mariotti, Volpe, Formica, Dalla Salda, Buccellato), al ritorno dalla riunione di maggioranza della prossima settimana, potrebbe non ritrovare il proprio ufficio e le proprie mansioni. Verrà, in pratica, messo da parte.

Ma nel quadro non è neppure esclusa l’entrata nella squadra amministrativa di più volti nuovi oppure la promozione a vicesindaco di un attuale assessore. È tutto ancora da valutare: «Dopo l’incontro politico sul programma da seguire da qui a fine mandato – chiude il sindaco Rinaldo Vanni – in qualunque modo finirà, procederò all’azzeramento totale delle deleghe e alla successiva riassegnazione agli assessori che, come detto, saranno cinque e non sei».

Ecco allora che dal battage politico uscirà una giunta più “magra” e rinnovata che, nella difficoltà di trovare un giusto assetto, offre 20mila euro freschi ai cittadini. Come recita il proverbio cinese particolarmente citato in questi tempi: «Crisi vuol dire avere una nuova opportunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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