Un fondo da 5 milioni per il rilancio dalla Banca di Pescia
Mutui agevolati per gli oltre duemila soci dell’istituto Aiuti rivolti sia alle famiglie che alle imprese
PESCIA. In un periodo come questo, in cui il solo nominare le banche fa accapponare la pelle, e in cui gli istituti di credito rappresentano, nell’immaginario collettivo, gli interessi dei poteri forti c’è invece chi vuol rappresentare un’eccezione.
È la Banca di Pescia, che ha deciso di mettere a disposizione 5milioni di euro a tassi agevolati per i propri soci (oltre 2mila). Un modo per ridare ossigeno al territorio, per aiutare, seppur in parte, la ripresa dell’economia locale.
«La premessa – spiega il presidente Franco Papini – e la motivazione che ci hanno spinto a fare questa scelta è rappresentata dalla crisi del 2011, che ancor oggi non accenna a trovare una soluzione. Oggi l’economia reale è in ginocchio. In questo quadro riuscire a continuare a essere presenti sul territorio ha comportato scelte importanti, ma coerenti con la nostra missione».
Per questo la banca ha deciso di mettere a disposizione la cifra di 5milioni per i propri soci: «Abbiamo – continua il presidente – una ricchezza di soci notevole, che per noi rappresenta il vero patrimonio. Negli anni ci siamo sempre impegnati per cercare di fidelizzarli, anche attraverso azioni concrete come i bancomat e le carte di credito gratuiti. Adesso vogliamo dare un ulteriore segnale». I 5milioni di euro verranno stanziati sotto forma di prestiti chirografici da destinare ai propri soci con tassi agevolati che vanno dal 5,25% al 5,75%, in base alla durata prevista. I prestiti sono destinati sia alle persone fisiche e ai loro familiari, che alle imprese. Per le prime è previsto un importo massimo di 10mila euro a tasso fisso, con una durata massima di 60 mesi per il pagamento di imposte, tasse, spese mediche e spese per l’iscrizione a istituti scolastici o per comperare i libri. «Si tratta – continua Papini - di dare così un aiuto concreto alle famiglie».
Per le imprese sono invece previsti prestiti riservati ai soci che vorranno fare nuovi investimenti. «Questo – dice ancora il presidente – per cercare di contribuire alla crescita e al mantenimento dei livelli occupazionali. L’iniziativa rappresenta per la banca un esperimento che, se si dimostrerà vincente, potrà anche non rappresentare un una tantum ma essere ripetuto».
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