Il Tirreno

Montecatini

Maxi-sequestro di scarpe concluso con un arresto

Maxi-sequestro di scarpe concluso con un arresto

I carabinieri scoprono un tir a Chiesina con 6.500 paia di calzature contraffatte La maggior parte della merce aveva il marchio Hogan e proveniva da Malta

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CHIESINA UZZANESE. Belle e fatte bene, ma false. E soprattutto tante. È uno dei più grandi sequestri di merce contraffata concluso in Valdinievole quello concluso dai carabinieri di Ponte Buggianese.

I numeri parlano di quasi 5mila paia di Hogan, da uomo e da donna di varie misure, e 1.500 di una marca sconosciuta. Il tutto per un valore stimato, per difetto, in circa 350mila euro. Il blitz si è concluso con il sequestro delle scarpe e del furgone su cui venivano caricate, prima dell’arrivo dei militari, da un cinese di 31 anni, residente a Montecatini, professione ufficiale commesso, arrestato per ricettazione e introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi.

L’operazione è stata illustrata dal comandante della Compagnia dei carabinieri, capitano Enrico Vellucci, dal maresciallo della stazione di Ponte, Mario Giuseppe Tona e dal comandante della Compagnia della Guardia di finanza di Montecatini, tenente Giuseppe Armani.

Il controllo. Una pattuglia dell’Arma si imbatte martedì mattina, intorno alle 9,30, in un tir fermo in un piazzale in località Capanna davanti a un’attività artigianale che le indagini hanno appurato essere estranea alla vicenda. Intorno al container i militari vedono quattro cinesi che si danno da fare nel trasferire i colli - alla fine ne hanno trovati 519 - dal tir a un furgone Renault e a un altro container di proprietà dell’artigiano che presta il piazzale agli asiatici pensando di far loro un favore. Insospettiti decidono di controllare le operazioni. A uno dei cinesi, quello poi arrestato nonché destinatario del carico, chiedono conto degli scatoloni.

Lui risponde che stanno scaricando confezioni di scarpe per una terza persona che, però, non sa indicare.

Taroccati. I colli più vicini all’apertura del container sono quelli del marchio dozzinale e sconosciuto.

Spingendosi all’interno,però, saltano fuori le calzature Hogan, scarpe di pregio vendute nelle boutique a prezzi oscillanti da 170 a oltre 200 euro. I dubbi dei carabinieri aumentano e per approfondire meglio se si trovano davanti a un carico regolare o a merce farlocca chiedono aiuto alla Guardia di finanza. Le Fiamme Gialle accertano in poco tempo che la documentazione è incompleta. Il tir arrivava dal porto di Livorno dopo aver preso il container proveniente da Malta. La produzione non è avvenuta nell’isola del Mediterraneo. Più probabile la location asiatica. Alcuni esperti dell’Arma accertano poi anche la contraffazione dei prodotti e per il cinese scatta il provvedimento di fermo.

L’arresto. A fare l’ordine era stato il 31enne cinese finito in cella che aveva anche in uso il furgone Renault.

Gli altri connazionali, anch’essi domiciliati nella città termale e tra i quali uno zio dell’arrestato, sono stati rilasciati. Avevano solo dato una mano a scaricare i colli e non sapevano, almeno formalmente, della natura fasulla delle calzature. Il cinese sarà interrogato dal gip per la convalida dell’arresto chiesto dal pm Giuseppe Grieco.

La destinazione. Secondo i carabinieri il carico sarebbe servito ad approvvigionare vari commercianti della Toscana. Non solo bancarelle, ma anche il canale dei negozi considerato l’ingente volume di scarpe sequestrate.

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