Sicurezza
«Mi hanno ridotto le ore di assistenza domiciliare»
Appello-denuncia di una pensionata: «Sono passate da 14 a 3 settimanali» La Società della salute replica: «Nessun taglio indiscriminato al servizio»
MONTECATINI. «Rivoglio le mie ore di assistenza. Chi me le ha tolte sappia che è responsabile della mia salute».
Racconta la sua odissea appoggiandosi alla stampella con cui è costretta a convivere da anni, Adelina Pavesi, pensionata e invalida di Montecatini. La sforbiciata delle ore assegnate dalla Società della salute per l’assistenza domiciliare è netta. Dalle 14 ore, due al giorno sette giorni su sette, l’anziana si è ritrovata con tre ore settimanali, una al giorno il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
«Mi hanno detto che non ci sono soldi – si accalora la pensionata –. Ma io non sono in grado di accudirmi da sola».
Senza entrare nel merito della storia personale della donna, dalla Società della salute smentiscono la tesi dei tagli indiscriminati.
«Per questa prima parte dell’anno le ore a disposizione sono in linea con quelle del 2011» spiega la dottoressa Patrizia Baldi, responsabile del servizio.
Adelina Pavesi vive da sola in un alloggio popolare in via Friuli. Vedova, un figlio perso alcuni anni fa, per problemi a schiena, anche e ginocchia non può stare troppo tempo in piedi e per spostarsi deve usare una stampella. «Fino a quando ero autonoma non ho mai chiesto aiuto – racconta – ma ora proprio non ce la faccio più. Non è possibile passare da 14 a 3 ore settimanali di assistenza domiciliare. Non sono certo migliorata. Rischio di farmi del male quando cucino o mi lavo. Mi basterebbe almeno un’ora al giorno».
Nel 2011 sono stati 873 i progetti assitenziali complessi che hanno riguardato gli anziani in Valdinievole. Sono stati 107.232 gli interventi infermieristici domiciliari fatti e 63.344 le ore di assistenza domiciliare a carattere sociale. Gli utenti dei centri diurni anziani sono stati 57, quelli del centro alzheimer 21, mentre arrivano a 234 gli utenti delle Rsa. Circa 2mila le dismissioni ospedaliere complesse (che quindi hanno necessitato di assistenza) per le quali sono stati attivati 2.789 percorsi, il che significa che per alcuni utenti è stato attivato più di un percorso assistenziale.
«La linea della Società della salute è di tenere gli anziani nelle loro case – afferma la dottoressa Baldi –. E su questo obiettivo cerchiamo di investire molto. Una commissione valuta l’autosufficienza del richiedente che ogni sei mesi è soggetto a revisione per verificare eventuali evoluzioni del suo stato e le relative ore di assistenza da garantire».
Nel caso in cui a un anziano venga riconosciuto l'accompagnamento è probabile che gli siano diminuite le ore di assistenza gratuita. Allo stesso modo un pensionato che ha molti figli e un reddito che supera una certa soglia non potrà veder garantita la stessa assistenza di chi è solo e ha un’entrata minima. «Se un familiare ci chiede di intervenire perché la situazione si è aggravata lo facciamo in tempi stretti– conclude la responsabile del servizio della Sds –. Va anche compreso che il progetto individuale di assistenza non è a vita. C’è una scadenza temporale e la persona viene tenuta sotto controllo. Solo quando c’è bisogno di dare una risposta a casi particolari si decidono i ricoveri nelle residenze sanitarie assistite. Per gli aiuti domiciliari non ci sono tagli e le variazioni delle ore sono legate solo alle condizioni degli assistiti».
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