Finanza
Il Comune acquista l’area della discarica
A metà luglio sarà firmato l’atto di cessione a favore del Comune dell’area dove sorge la discarica del Fossetto. Sono quasi 16 ettari di superficie
MONSUMMANO. A metà luglio sarà firmato l’atto di cessione a favore del Comune dell’area dove sorge la discarica del Fossetto.
Sono quasi 16 ettari di superficie (per la precisione 154mila metri quadrati) che l’azienda agricola Le Case di Alessandro Borghese (lo stesso proprietario della Fattoria Medicea di via Battisti) venderà all’amministrazione per una cifra che sfiora i 200mila euro. «Ieri sera l’atto di compravendita è passato in commissione consiliare - spiega l’assessore all’urbanistica Andrea Mariotti - e nel prossimo consiglio comunale che sarà a breve convocato verrà approvato. Sull’area avevamo un diritto di superficie fino al 2032 e pagavamo una quota annuale ai Borghese (cinquemila euro, ndr) ma era nostro dovere esercitare l’opzione di acquisto perché l’ampio terreno deve far parte del patrimonio pubblico per la sua importanza e per la programmazione futura». I duecentomila euro necessari per l’operazione sono già inseriti in bilancio e provengono tutti dai fondi municipali.
«La spesa che sosteniamo - continua Mariotti - testimonia la nostra volontà di portare avanti la post-gestione una volta che la discarica del Fossetto si avvia alla dismissione. Abbiamo in progetto un recupero completo da un punto di vista paesaggistico e ambientale e non potevamo non essere proprietari dello spazio in questione. Vogliamo realizzare un parco, un’oasi verde, delle piste ciclabili, una zona a disposizione della cittadinanza». Il piano di recupero ha già mosso i suoi primi passi: agli atti c’è già lo studio preliminare, i punti salienti e gli obiettivi concreti. Più avanti si arriverà al progetto definitivo ed esecutivo. Sono cinque gli indirizzi pensati dall’amministrazione. La realizzazione di un nuovo reticolo idrografico nell’area del Fossetto limitrofa all’impianto (con lo spostamento del rio del Carro e la creazione di un paesaggio fluviale). La definizione di un profilo di sistema collinare come quello che caratterizza Montevettolini. La ricostruzione, lungo i rilievi artificiali, di ambientazioni specifiche e di una matrice paesaggistica simili a quelle della collina, con posa della prima pietra del parco territoriale attraversato da una rete di percorsi ciclopedonali e da stazionamenti destinati al gioco. Infine, la sistemazione in alcuni punti di piante tipiche.
«Possiamo anche non aspettare lo stop della discarica –chiude Mariotti- certo dobbiamo trovare le adeguate risorse perché il progetto è molto importante. L’acquisto dell’area è comunque un tassello fondamentale per arrivare a realizzare l’opera”.
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