Sicurezza
Bilancio: il sociale si salva, penalizzati turismo e cultura
Monsummano aumenta il fondo per gli aiuti sugli affitti Invariata l’addizionale Irperf, aliquota Imu al 5,5 per mille
MONSUMMANO. E’ salvo il settore sociale, un po’ meno quello del turismo e della cultura. Con l’incognita Imu, il suo gettito e i suoi valori reali. Tra tagli statali (pari a un milione e 700mila euro) e minori entrate (per un milione e 350mila) il bilancio di previsione anno 2012 porta pochi sorrisi e diversi mugugni.
Restano però invariati i prezzi per i servizi a domanda individuale e aumenta, a proposito del sociale, il fondo per il contributo sugli affitti (150mila euro quest’anno contro i 100mila del 2011). Si sacrificano per la salvezza dei conti le “vacanze anziani” così da non toccare in eccesso l’addizionale Irpef, che rimane la stessa dell’anno scorso. C’è il pareggio di bilancio e non molto di più. «Siamo fuori stagione parlando di bilancio il giorno dopo l’inizio dell’estate (di solito il documento viene approvato entro marzo, ndr) - commenta il sindaco Rinaldo Vanni- e questo la dice lunga sulle difficoltà delle amministrazioni. La grave crisi economica, sociale e politica chiede sforzi smisurati ai Comuni e li rende ormai esausti. L’unica autonomia che ci rimane è quella di gestire le tariffe dei servizi, dobbiamo arrivare al pareggio di bilancio mantenendo i servizi con il compito di fare esattoria per lo Stato: l’autonomia in questo modo va a farsi benedire».
«Gli elementi fondamentali del nostro conto previsionale - prosegue Vanni - sono comunque l’attenzione al sociale e alle spese dell’ente, con la conseguenza di ridurre le risorse per la cultura. Punteremo più alla qualità che alla quantità con la speranza che un maggior numero di sponsor privati ci dia una mano». Punto di discussione, da qui partono le scelte “politiche” dell’amministrazione, è l’Imu, l’Imposta municipale unica introdotta per riempire i buchi delle finanze statali (al Comune la prima tranche della tassa ha fruttato 3 milioni e 700mila euro). E giù altri dolori. «La previsione dello Stato sulla prima casa, con l’aliquota base del 4 per mille - riprende Vanni - portava per noi a un gettito di oltre 900mila euro. Gli uffici hanno fatto però una previsione sui dati reali del Comune, con l’aliquota maggiorata del 5,5 per mille, così come abbiamo deciso con gli altri sindaci della Valdinievole: i soldi entrati nelle nostre casse sono 550mila euro, non 900mila. Una cifra un po’ più bassa. Ora, però, in un momento economico difficile, abbiamo pensato di rimodulare l’aliquota del 9,6 per mille sulle seconde case e sulle imprese. Se ne riparlerà per la seconda rata, che sarà da pagare a settembre, ma la nostra intenzione è questa».
Il progetto del Comune è quello di agire sul regolamento di applicazione dell’Imu (che è in fase di predisposizione) dove mitigare l’aliquota del 9,6 (che è la stessa in altri nove Comuni della Valdinievole) e consegnare i numeri reali del gettito al riequilibrio di bilancio da approvare entro il 30 settembre. “Vogliamo dare sostegno alle attività economiche - chiude il primo cittadino di Monsummano - per farlo servono cifre più precise che stiamo aggiornando».
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