Sicurezza
Riparte l’estate al centro polivalente Mah Boh
BUGGIANO. La grande estate del “Mah Boh” è già iniziata. Al centro socio culturale polivalente di Borgo a Buggiano è tutto pronto: il calendario, ricco di iniziative e appuntamenti; i menù da...
BUGGIANO. La grande estate del “Mah Boh” è già iniziata. Al centro socio culturale polivalente di Borgo a Buggiano è tutto pronto: il calendario, ricco di iniziative e appuntamenti; i menù da proporre agli apericena e il bel giardino, recentemente allestito, col gazebo di gelsomini e l’anfiteatro naturale circondato da rose. Tredici, in tutto, gli eventi, che fino ad agosto, arricchiranno le calde sere estive. Gli ingressi al Festival sono gratuiti e per l’apericena è gradita la prenotazione (ai numeri 0572 75202 o 328 9573109).
Il Festival, per il secondo anno consecutivo, è stato organizzato dalle associazioni (Rosa Spina, Albatros, Complesso Filarmonico Puccini, La Traccia, Fuori dal Coro) che gestiscono il “Mah Boh” in collaborazione col dipartimento di salute mentale dell’Asl3.
Le iniziative son partite da lunedì, con l’incontro su “Innamoramento e Amore”, con Antonello Pintus, e proseguirà sino a ferragosto con serate tematiche, cene, spettacoli, dibattiti, incontri, cineforum, teatro, danza e tanta, tanta musica.
Tra i primi appuntamenti da segnalare quello di lunedi 25 giugno alle 20: sarà servito un apericena e a seguire “Elettronica e musica dal Vivo”, recital del maestro Fernando La Vigna a cura dell’Associazione Filarmonica Puccini.
Il 28 giugno, alle 21, sarà invece la volta di “Figli delle nuvole”,spettacolo teatrale a cura dell’associazione culturale teatrale “Perversi Polimorfi”, in collaborazione con l’associazione “Sin Tierra”, serata a favore del popolo Saharawi (tutto il programma del Festival si trova su www.mahboh.org e www.usl3.tosca.it).
«Anche il Festival – spiega il direttore del dipartimento Vito D’Anza – è un progetto condiviso, come tutti gli altri fino a questo momento realizzati, perché partecipazione è diventata la nostra parola chiave per accedere al centro: un luogo di inclusione che offre percorsi di socialità normale, a chi soffre di disturbo mentale, perché appartiene a tutta la comunità».
Il “Mah Boh” è nato un anno fa con il superamento del centro diurno, e grazie a un finanziamento regionale è stato possibile dare vita a un progetto sperimentale, per il momento unico in tutta la Toscana, dove si incontrano tutte le diversità, compresa la normalità.
«Proprio così, al Mah Boh – spiegano alcuni dei venti utenti che lo frequentano – si è creata un’osmosi tra il dentro e il fuori e, paradossalmente, sono i cosiddetti normali che chiedono di essere inclusi nel centro e di partecipare e di proporre laboratori di pittura, scultura, teatro e musica».
Tre operatori tecnici della riabilitazione (Federica Venturi, Silvia Biondi, Cristiana Inglese) seguono l’organizzazione e le attività di socialità e lavorano all’evoluzione dei progetti. In particolare uno: «Gli utenti intendono avviare un’attività di ristorazione – spiegano – gli spazi ci sono, andranno ristrutturati, abbiamo già preso contatti con l’area tecnica dell’Asl, e ci stiamo informando sui corsi di cucina».
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