Sicurezza
Pendolari protestano per la modifica della linea BluBus
MONSUMMANO. Una rimodulazione del servizio che si è trasformata in un peggioramento dello stesso: è quanto sostengono con una lunga lettera aperta gli utenti valdinievolini della tratta Firenze–Montec...
MONSUMMANO. Una rimodulazione del servizio che si è trasformata in un peggioramento dello stesso: è quanto sostengono con una lunga lettera aperta gli utenti valdinievolini della tratta Firenze–Montecatini–Lucca a proposito del servizio BluBus.
«Sotto la voce ristrutturazione – scrivono i pendolari – è stato modificato il percorso della linea da Firenze a Lucca, via Montecatini, delle 16,15, gestita dalla Blubus Lazzi. Dal 16 aprile si passa di nuovo da Pistoia, zona Arca. Questa modifica comporta l’arrivo a Montecatini 10 minuti dopo e, proseguendo la corsa, la variazione delle coincidenze a Lucca verso Viareggio e Forte dei Marmi. Quando si ristruttura si spera che sia fatto per migliorare il servizio, offrire qualcosa in più, in meglio, all’utenza. Questa modifica è stata richiesta in modo molto pressante da chi sta a Pistoia, e che si è visto togliere più linee dirette da Firenze a Pistoia, tra cui quella con partenza alle 16,15 a causa della scarsa utenza. Questi signori si lamentano che non possono più tornare a casa, che ne hanno bisogno gli studenti (mai visti finora). Già con l’esperienza di ottobre, confermata dal monitoraggio che stiamo facendo a partire dal 16 aprile, questa tratta interessa ben poca gente di Pistoia: facendo una media matematica 5 persone al giorno».
«In compenso – continua la lettera – noi pendolari non pistoiesi, che riempiamo l’autobus da anni, giungiamo sempre più tardi a casa, in quanto si arriva, spesso, molto più tardi dei 10 minuti previsti. il viaggio è divenuto ancor più faticoso in quanto, prima dell’uscita di Pistoia, è prevista, da sempre, la fermata al Centro Direzionale Autostrade per cui già di suo la linea non è mai stata una direttissima. Tutto questo ha comportato un peggioramento notevole del servizio. Siamo anche molto innervositi dal constatare che, penalizzati dalle recenti scelte aziendali, siamo “ostaggi” di un numero esiguo di persone e ci chiediamo il perché».
Un peggioramento, sostengono i viaggiatori, che poteva essere evitato: «Analizzando la situazione creatasi, per prima cosa non si può negare che il numero di persone che prende tutti i giorni questo autobus per Pistoia è piuttosto basso. Questi soggetti, inoltre, hanno altre alternative di viaggio: hanno a disposizione una vasta scelta tra le corse della Blubus Copit (una ogni ora e, in certe fasce, anche ogni mezzora) con la quale impiegano 5 minuti più di noi per arrivare a destinazione (tenendo presente che l’autobus viene preso da questi signori da via Baracca e non dalla stazione), e tre treni ogni ora di cui uno direttissimo».
Ma non c’è solo il “caso utenti di Pistoia”: «Questa modifica del percorso ha un costo coperto dalla Regione. In un periodo di grave crisi, dove non si fa che dire che ci sono pochi soldi per il trasporto pubblico, siamo sicuri che questo modo di usare il denaro pubblico è quello più corretto e responsabile? La riduzione delle corse tra Firenze e Pistoia sono state dettate appunto dalla riduzione dei soldi destinati al trasporto pubblico locale: se si conviene che l’utenza pistoiese è veramente insufficiente, e ha comunque varie scelte di viaggio, crearne di ulteriori non è uno spreco, vanificando quanto è stato deciso in precedenza? Non sarebbe meglio, per esempio, destinare questi soldi per migliorare quelle tratte poco servite per garantire un servizio più capillare a un’utenza che non ha altre alternative all’autobus se non il proprio mezzo? Queste considerazioni, e la richiesta di rivedere la decisione presa, sono state esposte sia all’assessore provinciale che a quello regionale responsabili del trasporto pubblico, ma non è pervenuta, a oggi, risposta dalla Regione, mentre la Provincia ha risposto in modo generico rimpallando le responsabilità decisionali e senza dare una spiegazione convincente».
«Chiediamo a tutti quanti – chiude la protesta – è giusto che 60-70 persone debbano essere penalizzate per accontentare un gruppetto esiguo? E dato che nel 2013 partirà il nuovo sistema di trasporto pubblico toscano, quali garanzie di un efficiente servizio ci si devono aspettare per la zona della Valdinievole?».
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