La manifestazione
Ampliare e far vivere la riserva Tavola rotonda sul Padule
MONSUMMANO. L’ampliamento delle riserve naturali del Padule di Fucecchio (che oggi coprono 230 ettari sui 1.800 di superficie totale), la gestione unitaria dell’area nella sua totalità (superando le...
MONSUMMANO. L’ampliamento delle riserve naturali del Padule di Fucecchio (che oggi coprono 230 ettari sui 1.800 di superficie totale), la gestione unitaria dell’area nella sua totalità (superando le frammentazioni delle Province e affidando il compito alla sola Regione), una regolamentazione precisa per lo sfruttamento sostenibile delle zone contigue. In poche parole: promozione e sviluppo del Padule di Fucecchio.
Sono questi i punti fondamentali che sono usciti dalla tavola rotonda “Prospettive di conservazione del Padule di Fucecchio”, organizzata dai circoli di Legambiente Valdelsa e Valdinievole a Monsummano. Al dibattito rappresentanti di partiti e associazioni ambientaliste, cacciatori e agricoltori.
“L’obiettivo – ha spiegato il presidente di Legambiente Valdinievole Maurizio Del Ministro – è quello di ricercare nelle forze politiche un appoggio per dare e ottenere una maggiore conservazione e promozione all’area palustre”. Dalle riserve naturali alla gestione unica fino a un compendio di norme chiare. La condivisione su queste mosse è stata sostenuta da tutti: Federparchi; Sinistra, Ecologia e Libertà; Italia dei Valori; Federazione della sinistra e Verdi; Ecodem (il gruppo ambientalista del Pd); Futuro e libertà.
Monica Sgherri e Rudi Russo, la prima capogruppo regionale della Federazione della sinistra e Verdi, il secondo consigliere regionale Idv, entrambi invitati come relatori al convegno, si sono fatti portavoce delle istanze per richiedere «una giornata di studio in Regione, al termine della quale gli assessori all’ambiente e all’agricoltura devono trarre le dovute conclusioni sulla valorizzazione del Padule».
L’incontro è servito anche a tringere il cerchio sulle «intenzioni e i progetti operativi e concreti sul Padule, per fare pressione sulle istituzioni che devono prendere le decisioni». Così Grazia Francescato, membro della direzione nazionale di Sel: «Dobbiamo siglare un’alleanza non solo a livello di natura e paesaggio, ma anche di lavoro. Dobbiamo studiare e capire cosa significa l’impatto del vivaismo, della caccia e dell’agricoltura sull’ecosistema palustre. Dobbiamo rafforzare la tutela dell’area, serve una gestione unitaria a livello regionale».
È un nuovo modello di sviluppo da ricercare: «Il concetto dell’ampliamento delle aree protette è da condividere – ha detto Pino Di Vita, direttore di Ecodem Toscana – ma è necessaria una convergenza che sia non solo politica ma che comprenda anche tutti i lavoratori e le associazioni che ogni giorno vivono il Padule».
Giampiero Sammuri, presidente nazionale Federparchi ha sottolineato «l’importanza di ampliare le aree contigue alle riserve naturali», mentre Monica Sgherri ha ribadito come «gli usi civici siano da valorizzare insieme alla produzione agricola di qualità».
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