Il Tirreno

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Neonata in vendita, operaio patteggia

di Pietro Barghigiani
Neonata in vendita, operaio patteggia

Pena di un anno e mezzo. Quando ha capito in quale storia era finito ha deciso di collaborare con i carabinieri

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PONTE BUGGIANESE. Aveva pagato credendo di versare dei soldi solo per l’adozione di una bimba che il destino gli aveva negato. Poi si era accorto di essere finito in un giro in cui i neonati venivano venduti e proposti come pacchi e si era rivolto ai carabinieri denunciando il business delle culle. Nel frattempo, però, la registrazione all’anagrafe del proprio Comune della piccina “acquistata” dopo averla vista solo in fotografia lo ha costretto a patteggiare per mettersi alle spalle una brutta storia di paternità inseguita con la scorciatoia dell’adozione facile. Giuseppe Gallo, 44 anni, operaio di Ponte Buggianese, ha patteggiato davanti al gup del Tribunale di Nocera Inferiore un anno e sei mesi per falso in atto pubblico e alterazione di stato civile. La pena è stata sospesa. Con lui ha chiuso la propria posizione processuale con la medesima pena il cognato - le mogli sono sorelle - Raffaele Piscitelli di Arienzo (Benevento). Erano accusati di aver formato falsi attestati di nascita apparentemente emessi dalla Asl Salerno 1 e di aver poi reso false dichiarazioni all'ufficiale di stato civile dei Comuni di residenza delle due bambine, Jessica e Giusy, facendo figurare nei registri le nascite inesistenti.

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