Il Tirreno

Montecatini

Evasione, Umberto Tozzi condannato a un anno

di Pietro Barghigiani
Evasione, Umberto Tozzi condannato a un anno

Residenza all’estero, ma viveva a Montecatini Alto nel periodo contestato dal Fisco Dal 2002 al 2005 il cantante non avrebbe versato Irpef e Iva per 800mila euro

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MONTECATINI. La residenza, quella formale, era all’estero. Il centro dei suoi interessi, professionali e personali, era in Italia. E in particolare a Montecatini. Almeno per gran parte degli anni sui quali il Fisco ha mosso le contestazioni sfociate in una condanna.

Accusato di non aver pagato imposte e Iva per quattro anni, il cantautore Umberto Tozzi è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno di reclusione per un'evasione fiscale di oltre ottocentomila euro.

L'artista, dal 2002 al 2005, secondo l’accusa avrebbe omesso di presentare la dichiarazione dei redditi evadendo le imposte Irpef e sull'Iva.

Per la Procura romana Tozzi avrebbe preso la residenza fuori dall'Italia, a Montecarlo e in Lussemburgo, in modo da non versare al Fisco nel 2002 oltre 340mila euro, nel 2003 più di 240mila euro, nel 2004 circa 130mila euro e nel 2005 90mila euro.

Secondo il pm non sarebbero il piccolo Paese d'Oltralpe e il Lussemburgo i centri principali degli affari e degli interessi del cantante, ma bensì il Belpaese. A riprova di questo ci sarebbero le disponibilità immobiliari in possesso di Tozzi in provincia di Roma e a Montecatini fino ai primi anni del duemila.

Il cantante ha vissuto in via Livi a Montecatini Alto per diversi anni, almeno fino alla metà degli anni 2000. Un fatto di cronaca dà conto della presenza assidua di Tozzi alla Rocca. Nell’ottobre 2002 alla Polo della sua compagna, Carolle, rubarono tutte e quattro le ruote. L’auto era stata parcheggiata in via Guermani, vicino all’Apogeo, a pochi passi dalla casa dove la coppia viveva da tempo.

A conferma del legame con l’Italia ci sono anche i contributi versati all'Enpals, l'ente di previdenza per i lavoratori dello spettacolo. Ma anche i contratti stipulati con diverse compagnie assicurative italiane, da cui l'artista ha ottenuto anche rimborsi di spese mediche. L'affidamento della gestione artistica e della distribuzione delle sue opere, fino al 2006, al manager italiano Sergio De Angelis. Per non parlare dei contratti stretti con la Warner Capel Music Italiana, tra il 2002 e il 2005, per la cessione dei diritti di opere musicali. Il cantautore avrebbe anche, secondo la Procura, delle partecipazioni in due società con sede in Italia, amministrate tra l'altro dalla moglie stessa, e la titolarità di diversi conti correnti presso istituti bancari nostrani. Il suo sito internet inoltre sarebbe curato da soggetti italiani.

Una serie di elementi che hanno convinto il giudice a condannare l'artista, che fin dai primi anni novanta al 2008 ha trasferito la propria residenza a Montecarlo, ad eccezione di un periodo di tre anni, dal 2001 al 2004, in Lussemburgo.

Il legale di Tozzi, avvocato Giuseppe Lucibello, annuncia il ricorso in appello sostenendo che il giudice ha preso un abbaglio e sottolineando che i figli del suo cliente si sono trasferiti a Montecarlo dal 2000.

L’artista, a suo dire, sarebbe stato in Italia solo 40-50 giorni all’anno per i concerti e sempre ospite in albergo. Una tesi, questa della residenza all'estero, non condivisa dal giudice che ha ritenuto i 32 concerti nel 2001, i 50 nel 2002, i 49 nel 2003 e i 38 nel 2004 sufficienti per ritenere che fosse l’Italia il luogo in cui Tozzi ha svolto la sua attività e dove avrebbe dovuto pagare le tasse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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