La manifestazione
Ancora nessuna traccia di Vanessa
Familiari disperati, l’ultima tappa sicura è la città di Pescia
PESCIA. «Vanessa, siamo tutti disperati. Torna da noi. Qualsiasi cosa sia successa la risolviamo insieme. Siamo tutti disperati». Parole dettate da un cuore spezzato e da una mente che da cinque giorni ha un chiodo fisso. Fabrizio Panattoni è il compagno di Vanessa Rosi, la 36enne di Pinete scomparsa nel nulla, e che ha lasciato comeunica traccia la sua auto, una Lancia Ypsilon, trovata parcheggiata vicino alla stazione di Pescia.
La donna era uscita di casa martedì mattina per andare a lavorare, nell’agenzia Bei Viaggi di Lunata di cui è socia. Ma non è mai arrivata. Un vicino di casa l’ha incrociata e l’ha vista andare verso Altopascio. È l’ultimo ad averla vista. Da allora il suo cellulare è spento, il conto corrente immobile. E l’ansia cresce.
I carabinieri di Fucecchio proseguono le indagini senza sosta. Per il momento la pista più battuta è quella dell’allontanamento volontario, forse causato da uno stress eccessivo. Ma l’angoscia cresce: «L’idea che mi sono fatto – racconta il compagno – è che Vanessa abbia preso questa decisione per paure e pensieri legati al lavoro. Forse aveva qualcosa dento che la turbava e che non è riuscita a buttare fuori, a confidarci». Vanessa abita insieme a Fabrizio, proprio accanto ai suoi genitori: «Non abbiamo avuto alcun problema – spiega ancora il compagno, provato da una settimana orribile – quindi questo fa pensare che la causa scatenante sia il lavoro».
Vanessa è uscita di casa con un paio di scarpe a tacco alto, una maglietta nera, pantaloni di jeans e una borsetta.
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