Sicurezza
Sesana, accordo per la cassa integrazione
L’intesa tra sindacati e Trenno per 19 dipendenti. L’azienda ribadisce la stagionalità dell’impianto
MONTECATINI. Dipendenti del Sesana in cassa integrazione appena finita la stagione di corse. Letta lo scorso anno una simile notizia sarebbe stata quasi una tragedia, ma oggi dalle parti dell’ippodromo tale soluzione rappresenta addirittura il male minore.
Ci sarebbe anzi, su questo fronte, un accordo di massima (che sarà formalizzato al prossimo incontro, previsto per metà luglio) tra società (Trenno e Snai), sindacati e lavoratori. Si tratta di decisioni che accompagnano quelle già prese circa un ridimensionamento dell’attività e che hanno portato alla chiusura del centro di allenamento (con conseguente fuoriuscita dei 300 cavalli che da sempre svernavano nei box interni) il 1° aprile (vicenda che vede un ricorso al tribunale da parte dell’Anagt, l’associazione dei proprietari e degli allenatori di trotto).
In sostanza la forza lavoro dovrà, secondo la Trenno, essere impegnata solo durante la stagione di corse e non per tutto l’anno. Per i 19 dipendenti (lo scorso anno ce n’erano 8 in più, tra stagionali non riassunti e prepensionamenti) si era aperto un difficile percorso che avrebbe potuto portarli a essere licenziati e poi riassunti come lavoratori stagionali, oppure alla trasformazione del contratto in part time verticale, con il 50 per cento di ore (e di stipendio) in meno e con minori versamenti dal punto di vista contributivo. Nei giorni scorsi, però, le parti sono tornate a incontrarsi con l’obiettivo di farsi il meno male possibile.
«Siamo in una fase transitoria - dice Ilaria Damiani, Rsu - e stiamo cercando di trovare soluzioni che attenuino l’impatto sociale sui dipendenti, visto che i mezzi per poterlo fare ci sono. Intanto ci è stato detto che il posto di lavoro è garantito, così come la contribuzione a fini pensionistici in busta paga. Poi attendiamo di conoscere quali strumenti e ammortizzatori saranno attivati».
«L’azienda - dice Gianluca Balli, Cgil - ha ribadito che l’ippodromo avrà una stagionalità secca. La soluzione trovata al momento è quella di una cassa integrazione in deroga che copra i lavoratori da ottobre (fine delle corse) a dicembre. Poi dovremo aspettare di capire come evolverà in Parlamento la riforma del lavoro e se la Regione Toscana avrà a disposizione ancora fondi per finanziare la cassa anche nel 2013. Principale obiettivo resta comunque evitare i contratti a part time verticale e garantire ammortizzatori sociali il più a lungo possibile».
David Meccoli
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