Il Tirreno

Montecatini

Dal Pdl una proposta al Pd per salvare la giunta

di Luca Signorini
Dal Pdl una proposta al Pd per salvare la giunta

I venti di crisi seguiti alla rottura tra sindaco e vice coinvolgono l’intero consiglio Spaccatura anche nell’opposizione sull’ipotesi di un sostegno a Vanni

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MONSUMMANO. Apparentemente la situazione politica monsummanese appare in una situazione di stallo: tra un’ipotesi di crisi e la ricerca di una soluzione dopo il “licenziamento”, da parte del sindaco, del suo vice Giacomo Pasqui. Un atto che, di fatto, al momento costituisce una rottura interna alla maggioranza tra Pd e Rifondazione. Ma i venti polemici partiti dalla stanza della giunta si sono estesi all’aula del consiglio, creando nuove fratture. Anche in seno all’opposizione.

Lo si è visto nella seduta consiliare di giovedì, col Pdl tornato a proporre un accordo con la maggioranza per salvare l’amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Vanni. Ma provocando al suo interno un braccio di ferro tra il consigliere indipendente (ma eletto nella lista Pdl) Tiziana Adele Scannella e i rappresentanti iscritti al partito, Giovanna Perone e Michele Moceri.

I due esponenti di Rifondazione-Comunisti italiani Paolo Menchi e Daniele Verdicchio, da parte loro non si son nemmeno presentati («Per correttezza, per evitare strumentalizzazioni, per non alimentare ancora di più la polemica»).

Il consiglio comunale di giovedì sera, colmo di pubblico e di attese, si è rivelato invece piuttosto sottotono e poco acceso. Le questioni politiche all’interno della maggioranza non sembrano risolte, ma sono rimaste in bilico tra mosse azzardate e parole non pronunciate. Alla fine la scena se la son presa tutta gli esponenti del Popolo della Libertà, sospesi tra le magagne intestine e la voglia di soccorrere la giunta comunale. Così Michele Moceri, consigliere Pdl: «Ognuno è libero di fare le proprie scelte a livello personale, ma noi ci sentiamo di non chiudere la porta alla maggioranza, vogliamo discutere con lealtà e raziocinio sui singoli temi, come il bilancio e il regolamento urbanistico, a patto che siano necessari allo sviluppo della città. Non vogliamo per forza far cadere la giunta Vanni».

Sulla vicenda delle diverse posizioni sostenute dal consigliere Scannella nei confronti del partito, Perone e Moceri si sono riservati di «sfiduciare l’esponente a livello provinciale, visto che lo statuto non ci permette di prendere personalmente delle decisioni». È quindi rottura anche nel gruppo di centrodestra, proprio quando una maggiore coesione poteva accrescere la forza e l’importanza della lista alla luce delle difficoltà patite dalla maggioranza.

Dalle “urla” del centrodestra al silenzio di Rifondazione, con l’assenza dei suoi consiglieri. Da quello che trapela, sembra che Prc e Comunisti italiani non si muovano dalla posizione di aperto contrasto con gli ormai ex alleati del Pd: per la definizione del caso si attendono le discussioni sul programma da seguire fino alla scadenza naturale del mandato (giugno 2014), soprattutto sui punti relativi al bilancio e alle esternalizzazioni dei servizi pubblici. Una riunione che può diventare risolutiva dovrebbe essere convocata per lunedì sera.

In quella sede si troveranno di fronte il sindaco Rinaldo Vanni e l’ex vicesindaco Giacomo Pasqui: i due veri protagonisti della bagarre di queste settimane, i due uomini di punta della coalizione che si sfascia, fermi e immobili su convinzioni amministrative e politiche che solo per un miracolo si potranno trasformare in intendimenti comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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