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Il simbolo della città in omaggio ai terremotati

di Luca Signorini
Il simbolo della città in omaggio ai terremotati

Raccolte 300 paia di scarpe da destinare al Comune di Novi In prospettiva un gemellaggio nel segno della solidarietà

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MONSUMMANO. Le calzature per Novi di Modena, uno dei paesi emiliani più colpiti dall'emergenza terremoto.

La mobilitazione del Comune, partita una decina di giorni fa su iniziativa del sindaco Rinaldo Vanni, ha già dato i suoi risultati. Sono quindici le aziende del territorio che hanno risposto all’appello: i calzaturifici Cappelli, Folak, Gam, Lunik, Manifattura italiana, Meg, Emmemoda, Morini, Navajos, Parlanti, Regal Shoes, Tosi Vannino, Zagor, Grossi Luca e Aldo’S (questi ultimi due di Pieve). In tutto si contano 300 paia di scarpe da uomo e da donna raccolte, per un valore commerciale che si aggira intorno ai 15mila euro.

«L'idea è quella di una città famosa per le scarpe che offrisse i suoi prodotti alle persone che hanno perso la casa e gli indumenti – spiega Vanni – ho contattato il sindaco di Novi Luisa Turci e lei ci ha confermato come il nostro sia un gesto molto positivo e soprattutto efficace. È un’espressione di totale solidarietà, i monsummanesi devono essere orgogliosi della propria città, delle associazioni e delle aziende coinvolte. Soprattutto perché molte di queste ditte che ci hanno dato la disponibilità non vivono momenti felicissimi da un punto di vista produttivo ed economico: per un’iniziativa del genere, però, sono state felici di aprirci la porta e di donarci le calzature. È un simbolo di riscossa alla crisi, un aiuto a dei cittadini che si trovano in maggiore difficoltà».

Il contatto tra Monsummano e Novi, paese di 11.500 abitanti, confinante con il distretto tessile di Carpi, si farà inoltre ancora più ravvicinato: domani il sindaco, alla testa di una delegazione comunale e di volontari della locale protezione civile, si recherà in Emilia per consegnare di persona le calzature, trasportate su un mezzo privato fornito dall’azienda Emmemoda.

«Vogliamo prima di tutto avere un contatto umano con il Comune di Novi, con il sindaco Turci e con tutti i cittadini – riprende Vanni – e poi abbiamo l’intenzione di iniziare un percorso di collaborazione per “adottare” il paese: vedremo se questo progetto lo faremo noi come rappresentanti di Monsummano oppure se lo faremo a livello di Valdinievole. Il discorso sarà affrontato nella conferenza dei sindaci».

Le scarpe raccolte saranno depositate in uno spazio indicato dall’amministrazione della cittadina emiliana (tra l’altro luogo natale del tastierista e fondatore dei Nomadi Beppe Carletti), che penserà subito a distribuirle a quegli sfollati che non hanno potuto recuperare il proprio vestiario dalle case inagibili. Le calzature, il più delle volte vezzo della moda e dei costumi, non sono mai state così importanti.

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