Il Tirreno

Montecatini

Il mega poster pubblicitario resta bianco

Il mega poster pubblicitario resta bianco

Dopo le proteste di Natale per la reclame dell’outlet, adesso nessuno si fa avanti per acquistare quello spazio

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MONTECATINI. Tanto protestarono, strepitarono, alzarono la voce, che quel maxi manifesto che pubblicizzava l’outlet di Barberino nel bel mezzo del cuore commerciale di Montecatini, alla fine venne tolto. I commercianti locali lo avevano vissuto come un’offesa verso tutta la categoria e la città. E lo ritenevano minaccioso, con quella sua promessa di sconti e buoni affari in provincia di Firenze proprio a ridosso del tradizionale shopping natalizio. Un “battage” che alla fine convinse gli insersionisti, terminato il primo periodo di contratto, a non rinnovarlo.

Al suo posto arrivò la pubblicità di un’azienda di oreficeria che ha uno dei suoi negozi in città. E le acque si calmarono, perché quel “messaggio” era ritenuto consono. In fondo, era il ragionamento, questo è “uno di noi”. Ma finito il perido di contratto, anche questa azienda ha deciso di non rinnovare, e il risultato è che il grande spazio pubblicitario di corso Matteotti, situato sopra il negozio di calzature Bartolini, adesso è desolatamente vuoto. Un pannello bianco, con la scritta (già deteriorata e quasi illeggibile) di “spazio disponibile”, e un numero di telefono al quale rivolgersi se interessati. Un pugno in un occhio.

Ma non basta: a segnalare il momento di difficoltà (se non di aperto degrado) del commercio montecatinese c’è anche un altro storico spazio pubblicitario, sempre in corso Matteotti, ma più vicino alla stazione: sei pannelli sopra l’attività di Veruska e Solange, di cui solo uno mantiene la sua funzione (reclamizza una marca di caffè), mentre gli altri sono coperti alla bell’e meglio con antiestetici panni verdi.

A Claudio Chimenti, presidente del Centro commerciale naturale, che nei freddi mesi invernali fu tra coloro che si misero alla testa del “movimento di rivolta” contro l’outlet, abbiamo chiesto se la sua associazione ha fatto un pensierino per cercare una soluzione. In fondo, a quei tempi fu proprio il Ccn ad affermare che se la proprietà dello spazio pubblicitario sopra Bartolini si fosse rivolta a loro prima di accordarsi con Barberino, i commercianti avrebbero potuto unirsi per fare inserire una reclame del commercio locale.

«Partiamo da un dato di fatto – risponde Chimenti – e cioè dal motivo per cui quello spazio, per anni utilizzato da Bonvincini, all’improvviso passò di mano. E il motivo è semplice: la proprietà chiese un prezzo molto superiore rispetto al passato, tanto che la nota boutique decise di abbandonare il tavolo. È vero che all’epoca ci dicemmo disponibili a studiare la situazione, ma a quelle cifre oggi per noi è impossibile. Oggi la realtà delle nostre aziende è tale che sono già in difficoltà per coprire le spese obbligatorie: tasse, bollette, affitti. Difficile che qualcuno preveda budget di una certa consistenza per la pubblicità. In questi giorni siamo in giro tra i nostri associati per raccogliere adesioni alle iniziative che abbiamo in cantiere per “Sere d’estate”, i tradizionali mercoledì sera con i negozi aperti. Ebbene, le dirò che anche questo non è un compito facile. Il fatto è che il commercio a Montecatini è traumatizzato dalla crisi e penso anche che chi ha voluto forzare la mano, probabilmente se ne pentirà».

Insomma, per quanto riguarda i pannelli pubblicitari, la sensazione è che si attenda quanto meno un sensibile abbassamento del prezzo. E nel frattempo stanno lì a cartificare la crisi del commercio cittadino.

Alessandro Gasperini

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