Proteste
Manifesti di protesta degli “isolati”
Affisse foto che ritraggono la strada vuota. E spunta una proposta: trasformare gli stalli blu rimasti in sosta breve
MONTECATINI. Taglia oggi il traguardo della prima settimana di vita l’isola pedonale di piazza del Popolo e via Don Minzoni, ma le proteste e le polemiche non accennano a placarsi. Protagonisti sono ancora i commercianti, soprattutto quelli della via Don Minzoni, che il provvedimento ha praticamente tagliato in due tronconi: uno inserito nell’isola off limits per i veicoli a motore; l’altro invece ancora percorribile dalle auto ma in senso contrario (sud - nord) e solo per girare in via Garibaldi a cercare un parcheggio.
Già dal primo giorno di entrata in vigore dell’ordinanza (giovedì, appunto) si era scelta la strada dei volantini ironici. Si cominciò con quelli che avvertivano il sindaco che i commercianti sarebbero andati a pranzo a casa sua. Poi si passò al vice sindaco Fanucci, con un volantino con la sua foto e la scritta: “Nuoce gravemente al commercio di Montecatini”. E da ieri si è entrati nella terza fase: una serie di fotografie affisse al gazebo del “Bar 46”, sotto la scritta: «Gli “isolati” dia via Don Minzoni». Un gioco di parole, dal retrogusto amaro, per sintetizzare il loro stato d’animo. Le fotografie ritraggono, con tanto di data e ora in cui sono state scattate, varie situazione di desolazione: strada vuota, negozi vuoti, nessun passante.
«Abbiamo intenzione di aggiornare questa rassegna ogni giorno, per dimostrare anche visivamente che le nostre preoccupazioni della vigilia purtroppo erano fondate», ci dice Ivano Pisano della cartoleria “Al 13”. Che prosegue: «Vogliamo far capire agli amministratori che noi qui ormai siamo isolati da tutto, non passa nessuno, soprattutto la mattina, perché la gente non sa dove mettere la macchina, e allora gira al largo».
Per Gionni Tisci, titolare del bar di fronte che ha “prestato” il suo gazebo per affiggere le immagini, il calo di clientela c’è già stato del 30, 40 per cento. «Soprattutto nel primo pomeriggio – raconta – dalle 13 alle 16, qui è proprio un deserto. E poi tanti clienti che al mattino venivano con la macchina per fare colazione, orasono spariti. E quando piove? Tra le foto ce n’è una scattata lunedì mattina, sotto l’acqua: si vede via Don Minzoni completamente deserta. Mi domando come faremo a lavorare quando arriverà l’autunno e l’inverno. E non vale nemmeno dire che con l’apertura del tratto di via Garibaldi è possibile parcheggiare dietro la chiesa: ma chi vuoi che parcheggi lì, per venire poi qui da noi? Nel caso proseguono avanti, e intanto noi i clienti li abbiamo persi».
Il problema del parcheggio è centrale per i negozianti della strada. «Prima – racconta ancora Ivano Pisano – i clienti passavano, si fermavano 5 minuti e poi ripartivano. Adesso non è più possibile».
«E poi – rincara Piero Mancini, dell’omonima tabaccheria – che isola pedonale è quella dove chi passeggia con i propri figli rischia di essere messo sotto dai taxi che continuano a viaggiare?». Mancini però ha anche una proposta per cercare di alleviare, in parte, i problemi suoi e dei colleghi. «Quegli stalli a pagamento rimasti nel primo tratto della strada, che alla fine vengono occupati a giornate intere dalle auto degli stessi negozianti che sono abbonati alla Parcheggi, perché non trasformarli in posti a sosta breve? Un quarto d’ora, a disco orario, per consentire ai clienti di comprare il giornale o prendere il caffè, e favorire così il ricambio». Un’idea che il Comune potrebbe prendere in considerazione.
Alessandro Gasperini
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