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«Il Pdl cittadino è asservito alla sinistra»

«Il Pdl cittadino è asservito alla sinistra»

Polemiche interne al gruppo consiliare tra l’indipendente Scannella e gli altri azzurri

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MONSUMMANO. Se Atene piange, Sparta non ride. La divisione interna al centrosinistra che governa Monsummano è infatti accompagnata da polemiche anche nell’opposizione di centrodestra, in taluni casi alimentate proprio da quanto sta accadendo nello schieramento opposto. Dopo l’apertura del Pdl a possibili larghe intese per garantire la governabilità della città (proposta bocciata, oltre che dal sindaco stesso, anche dagli alleati della lista civica di centrodestra “Noi per Monsummano”), adesso la polemica si apre all’interno dello stesso gruppo, dopo il richiamo al consigliere indipendente Tiziana Adele Scannella, accusata di intervenire spesso sulla stampa, con interventi non discussi con i colleghi del gruppo.

Da qui la presa di posizione del Pdl per sottolineare come quelli del consigliere Scannella debbano ritenersi interventi fatti a puro titolo personale.

E la replica della diretta interessata non si fa attendere: «Potrei replicare che chi non mi vuole, non mi merita. Tuttavia il rispetto dell’istituzione, pur piccola, che rappresento e soprattutto degli elettori mi obbligano ad alcune riflessioni. Non sono nuova ad attacchi che, prima ancora della sottoscritta, offendono chi ha votato il Pdl e la grammatica italiana. Ricordo che sono stata eletta come indipendente e ho accettato una sola volta la tessera come atto di fede (poca) verso un partito che ha dimostrato di non saper tutelare non tanto la mia posizione, ma la propria linea politica, che non mi risulta essere di asservimento alla sinistra, come invece accade a Monsummano».

La Scannella parla di «assordanti silenzi-assensi verso la giunta Vanni» e di voler imitare il non amato governo nazionale. Poi chiede una posizione netta al gruppo: «Mi chiedo cosa aspetti il Pdl doc, di origine controllata (dalla sinistra) a farsi avanti, considerata la sua palese aderenza alla maggioranza, consolidata in anni di risibile opposizione, essendo vacanti gli incarichi di vice sindaco e relative deleghe».

«Quali che siano le valutazioni del partito ai vertici non cambierò atteggiamento – chiude il consigliere – non per caparbietà, ma per il rispetto profondo che nutro verso chi mi ha eletta. L’eventuale appoggio della classe dirigente a Moceri e Perone (i consiglieri Pdl che le hanno mosso critiche ndr) mi consentiranno di rivendicare serenamente la non appartenenza al Pdl. Non ho la superbia di ritenermi migliore di altri, né la pretesa di impormi, forse perché non ho interessi personali da coltivare: nessuna maschera, una sola faccia, a cui tengo più che al partito».

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