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Disavanzo: un piano per rientrare in tre anni

di Francesca Maltagliati
Disavanzo: un piano per rientrare in tre anni

Nel consiglio sul rischio dissesto il sindaco parla di operazione difficilissima Le opposizioni preannunciano una mozione di sfiducia per il presidente

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PESCIA. «Io non farò dissestare la città, Rassegnatevi»: è con queste parole che il sindaco Roberta Marchi si è rivolto ieri all’opposizione, concludendo il suo lungo intervento in consiglio comunale. Una seduta nella quale si è tornati ancora a parlare della situazione economica dell’ente, anche se non è stato regalato niente di nuovo agli uditori.

Le uniche novità sono venute proprio dal sindaco che ha comunque deciso di aggiornare i presenti sullo stato di avanzamento dei lavori per rimettere in sesto le casse, al centro di un calendario di scadenze da rispettare come indicato dalla Corte dei Conti.

«È vero – ha detto il sindaco – che questo è un bilancio disastrato, ma è anche vero che lo stiamo ripulendo. È stata ed è ancora un’operazione difficilissima, che sto riuscendo a eseguire anche grazie alla Corte dei Conti, che mi ha permesso di far venire alla luce questa situazione e di eseguire quella pulizia che ho cercato di portar avanti fin dal giorno del mio insediamento, nonostante la forte ostruzione che ho trovato all’interno di questa struttura e, non lo nego, anche da parte della mia stessa maggioranza, poiché è evidente che è più facile dire che va tutto bene e non far venire allo scoperto i problemi. È per questo che sono particolarmente dispiaciuta per le accuse di poca trasparenza che mi si rivolgono».

Per quanto riguarda lo stato attuale dei fatti il miglioramento dei procedimenti di entrata e di spesa, questo dovrebbe esser giunto a compimento. Nel bilancio di previsione 2012, che dovrà essere approvato entro il 30 giugno, sarà presente un fondo svalutazione crediti da 600mila euro. Il rientro dal disavanzo del 2011 è stato programmato attraverso un piano triennale.

I debiti fuori bilancio sono stati riconosciuti per un ammontare di circa un milione e 200mila euro. La spesa, già tagliata l’anno scorso di oltre un milione di euro, subirà necessariamente ulteriori tagli. Questi non andranno, ha detto il sindaco, a influire sui servizi, ma «certamente – come ha spiegato Roberta Marchi – non ci sarà più alcun contributo, e già questi ultimi erano stati ridotti all’osso, alle associazioni, né era stata affidata alcuna consulenza esterna».

Per il resto il solito gioco delle parti della politica ha regalato ai presenti alcuni momenti di tensione e altri piuttosto esilaranti, fra accuse di poca trasparenza e altre di strumentalizzazione, tanto che a un certo punto Marino Angeli ha anche accusato i membri dell'opposizione di non essere affatto interessati al bene della città: «Il fatto che tutti i problemi che affrontiamo oggi vengano da lontano non vi interessa. L’unica cosa che vi importa – ha tuonato l'assessore – è il tentativo di implosione. Che sia il dissesto o il commissario per voi è uguale. Anzi sarebbe meglio perché potreste forse avere il tempo di rimettere insieme i pezzi sgangherati della sinistra».

Oltre a questo al presidente del consiglio comunale, Salvatore Leggio, è arrivata una lettera di ammonimento con cui si preannunciava la sfiducia da parte dell’opposizione, che durante questo mandato ha mostrato di non riuscir proprio a mandar giù i vari presidenti eletti, tanto che precedentemente anche a Oliviero Franceschi toccò la mozione di sfiducia, senza però il beneficio dell’avvertimento.

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