Il Tirreno

Montecatini

chiesa di sant’Antonio

Un tesoro difficile da mostrare

Un tesoro difficile da mostrare

L’edificio religioso usato spesso come camera ardente

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PESCIA. È un gioiello dell’arte e della storia cittadina, ma è anche un gioiello che troppo spesso è stato trascurato in passato e che, ancor oggi, viene probabilmente sottovalutato dalla città. Stiamo parlando della chiesa di Sant’Antonio Abate, in viale Battisti, quella che molti conoscono semplicemente come la “chiesa all’ospedale”, essendo a pochi passi dall’ingresso del Cosma e Damiano, dall’altra parte della strada.

Un edificio religioso che è inserito in molti libri d’arte, per la sua struttura architettonice e, soprattutto, per l’opera d’arte contenuta al suo interno, ossia una delle pochissime pietà lignee d’Italia, un’opera risalente al tredicesimo secolo, oltre agli affreschi attribuiti a Bicci di Lorenzo. Opere fino a pochi anni fa non fruibili, visto che la chiesa era perennemente chiusa al pubblico. Poi, finalmente, la decisione di aprirla, ma lo stesso i problemi non sono mancati: «Mi è capitato più di una volta di trovare la chiesa utilizzata come camera ardente – segnala una nostra lettrice – e visitarla diventa impossibile, anche per il rispetto dovuto al defunto. Ma esistono altri spazi per quello scopo, e non è possibile privarsi in questo modo di quello che dovrebbe essere un tesoro della città, specialmente quando si fa un gran parlare di rilancio del turismo dell’arte».

E allo stesso modo, aggiungiamo, forse sarebbe bene spostare quei due cassonetti piazzati proprio davanti all’ingresso.

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