Sicurezza
«Pescia esca dall’accordo sull’Imu»
Per il più importante circolo cittadino l’aliquota al 5,5 è troppo alta
PESCIA. L’ordine del giorno sull’Imu, che era stato firmato da quattro consiglieri di minoranza (Papini, Rufino,Campolunghi e Michelotti) non è tra i temi inseriti nel consiglio comunale di questa mattina, anche se la scadenza per i pagamenti è sempre più vicina. I 4 consiglieri chiedevano, come già riportato dal Tirreno, di ridurre l’aliquota sulla prima casa, non tenendo conto del patto sottoscritto con gli altri Comuni della Valdinievole (al quale, del resto, non hanno aderito né Chiesina, né Massa). Ma la discussione, anche se non oggi, è comunque destinata ad aprirsi.
Sulla stessa lunghezza di quell’ordine del giorno si registra anche una presa di posizione del più importante circolo cittadino del Pd, quello di Pescia Centro, che sul tema Imu ha organizzato una serie di incontri pubblici. La presa di posizione è contenuta in una lettera a firma del segretario (Bonelli) e dell’esecutivo del circolo, e inviata ai vari rappresentanti e organismi del Partito Democratico. Una presa di posizione che contrasta con quella del segretario provinciale del Pd Niccolai, che in un intervento pubblico aveva sottolineato l’importanza dell’aver trovato una linea comune fra (quasi) tutte le amministrazioni della Valdinievole sul tema Imu. Un accordo che però, nella presa di posizione del circolo Pd, viene stigmatizzato.
Dopo aver sottolineato il disagio dei cittadini emerso nel corso degli incontri pubblici nella lettera si chiede «che il nostro gruppo consiliare si esprima in maniera nettamente e chiaramente contraria alla proposta di fissare l’aliquota Imu al 5,5 per mille, concordata dal sindaco Marchi con gli altri sindaci della Valdinievole, a un tavolo politico dove si sono evidentemente tenute in maggior conto le esigenze di cassa dei vari enti piuttosto che la necessità, il disagio e, a volte, la sofferenza e il bisogno dei cittadini».
Insomma anche Pescia, secondo questo testo, dovrebbe dissociarsi da quell’accordo: «Chiediamo perciò che il partito di Pescia e il nostro gruppo consiliare – continua la lettera – si facciano portatori della proposta alternativa di fissare l’aliquota Imu sulla prima casa al 4 per mille e di stabilire l’invarianza dell’aliquota Irpef allo 0,5%, sostenendole fortemente e convintamente a prescindere da ogni altra considerazione di opportunità politica, e da accordi sottoscritti a tavoli in cui non si è certo tenuto conto della volontà e delle esigenze dei cittadini rappresentati. Chiediamo che anche altri circoli si associno a questa richieta che proviene dall’ascolto di quei cittadini che ancora guardano al Pd come a una forza di centrosnistra».
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