Proteste
Operaio morto: due indagati caccia a chi ha ceduto la droga
Atto dovuto della Procura l’iscrizione degli amici presenti alla festa nel capanno di Larciano Fatta l’autopsia, il giovane avrebbe ingerito quella che in gergo è conosciuta come l’ecstasy liquida
LARCIANO. Sono indagati per spaccio e morte come conseguenza di altro reato i due amici che erano con Diego Venturi, l’operaio di 29 anni, di Castelmartini, deceduto all’alba di sabato dopo uan serata trascorsa in un capanno di legno nelle campagne di Larciano.
Due indagati. Il sostituto procuratore Francesco Sottosanti ha iscritto i due nel registro degli indagati per consentire la nom ina dei consulenti tecnici e predisporre una difesa alle accuse di aver provocato la morte dell’operaio. Entrambi hanno nominato un legale di fiducia. Per il giovane di Lamporecchio sono stati indicati gli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi con il medico legale Paolo Bruni, per quello di Pieve a Nievole un legale di Velletri con studio anche a Monsummano, Stefano Samaritani, con l’anatomopatologo Brunero Begliomini.
Droga letale. Ieri pomeriggio è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Diego da parte del medico legale Alberto Albertacci con il tecnico Walter Calugi. Entro 60 giorni consegneranno la relazione al pm. Quello che la Procura vuole capire è cosa abbia provocato l’arresto cardiaco del giovane. La tesi del cocktail letale a base di sostanze stupefacenti prenderebbe piede con una variante nuova. Diego avrebbe ingerito quella che in gergo viene definita la l”ecstasy liquida”, il Gbl Gamma-butyrrolattone. Il 'Gbl' è un prodotto di sintesi utilizzato dalle industrie chimiche, farmaceutiche e di materie plastiche, ma se ne parla molto anche nei social network per i suoi effetti stupefacenti. Non ha l'odore pungente della cocaina, e non si distingue dall'acqua minerale. Una goccia basta a far perdere il controllo e ad abbassare il livello di attenzione, fiaccando anche la capacità di resistenza. A breve verrà affidata anche una consulenza tossicologica per avere la certezza di cosa ha causato il corto circuito che ha mandato in tilt il cuore dell’operaio.
Indagini aperte. L’avviso di garanzia per i due amici della vittima del festino non esaurisce le indagini. È un atto dovuto l’iscrizione nel registro degli indagati, ma l’obiettivo principale a cui stanno lavorando i carabinieri guidati dal capitano Enrico Vellucci è scoprire chi ha ceduto le droghe ai tre giovani. Gli accertamenti sono iniziati fin dal ritrovamento del corpo senza vita dell’operaio che lavorava in uno scatolificio di Monsummano. I militari di Larciano hanno sentito diverse persone, alcune protagoniste nel giro dello spaccio locale. Altre che rappresentano quel serbatoio di consumatori dalla vita irreprensibile che sono in contatto con chi può procurare le sostanze da sballo per divertirsi nel weekend. Fino a che non ci scappa il morto.
I funerali. Intanto è stata fissata la cerimonia funebre, che si svolgerà oggi alle 15 a Castelmartini.
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