Il Tirreno

Montecatini

I soldi della truffa riciclati a San Marino, coppia condannata

di Pietro Barghigiani
I soldi della truffa riciclati a San Marino, coppia condannata

Pena di 5 anni e 9 mesi per lei, un anno e 2 mesi all’uomo L’accusa: comprate due ville con fondi arrivati dalle Cayman

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MONTECATINI. Dalle Cayman a Montecatini passando dalla “lavanderia” di San Marino. Soldi di una truffa internazionale utilizzati, secondo la sentenza di primo grado, per comprare due immobili di pregio per un valore di circa 2 milioni di euro.

Le condanne. Con l’accusa di riciclaggio internazionale sono stati condannati in Tribunale a San Marino, Tatiana Matsneva, nazionalità russa, 40 anni, e Mirko Sterlino, 37 anni, entrambi residenti a Montecatini. Alla donna sono stati inflitti 5 anni 9 mesi e una multa di 6mila euro, mentre l’altro imputato ha avuto un anno 2 mesi e 1.500 euro di multa. Il giudice ha disposto anche la confisca di 1,6 milioni di euro.

La truffa. All’origine del processo - un filone dell’inchiesta più ampia che verrà discussa davanti al gip di Firenze - ci sono i milioni di euro che un broker russo, Alexey Kalinichenko, 33 anni, residente a Montecatinim ora in carcere nel suo Paese, accusato di aver sottratto 24 milioni di euro a 4mila di risparmiatori del suo Paese. Parte di quel denaro, depositato alle Cayman, sarebbe finito a San Marino sui conti nella disponibilità di Matsneva, all’epoca dei fatti compagna del finanziere, e Sterlino. I soldi sarebbero poi stati usati per acquistare un rustico a San Casciano Val di Pesa e un appartamento di lusso in via Amendola Montecatini.

«Gli imputati sapevano». Per la Procura i due imputati avrebbero avuto un coinvolgimento diretto e consapevole nella vicenda. Sapevano, insomma, che il giro di Kalinichenko era poco pulito. Opposta la tesi dei legali della difesa, Giovanni Flora per la donna e Michele Parigino per l’uomo, che hanno chiesto l'assoluzione. Secondo la difesa della Matsneva non sarebbe stato dimostrato che quei fondi erano sporchi e, comunque, potevano essere frutto del normale lavoro di Kalinichenko.

Le tesi degli avvocati di Sterlino sono state in linea con quelle dei colleghi: «Anche se lo fosse stata, non potevano sapere che la provenienza dei soldi era illecita. Era impossibile». Per loro c'è stata poi da puntualizzare la posizione dell'uomo. Che, con l'acquisto della villa a San Casciano e l'appartamento di Montecatini , non avrebbe niente a che fare. Gli immobili, infatti, erano legati alla Matsneva. Lui, secondo i legali, in quel periodo era già fuori dai giochi. Sterlino non ha colpe, secondo gli avvocati difensori, nemmeno per il matrimonio fra Kalinichenko, al quale aveva concesso l'apertura del conto in cambio della promessa di un aiuto per realizzare una sua ambizione personale, e la sua ex donna delle pulizie. Si tratta di un'italiana, di Fucecchio, con la quale il russo si era sposato per poter vivere regolarmente in Italia.

I conti correnti. Sterlino e Matseneva sono accusati di aver aperto un conto nella Banca San Marino Spa, agenzia World Trade Center, dove sarebbe stata accreditata, proveniente dalla società Progtune Advantage Ltd delle Isole Cayman, parte dei soldi ritenuti provento della maxitruffa.

I bonifici. La Finanza aveva scoperto l'esistenza di due bonifici, per complessivi 500mila euro, effettuati da Sterlino l'11 e il 23 ottobre 2006 dal conto di San Marino a favore del proprietario di un immobile a San Casciano Val di Pesa poi acquistato per 1,7 milioni di euro dalla Edificatrice Immobiliare Toscana Spa di proprietà di un imprenditore amico di Kalinichenko e della sua compagna, legale rappresentante della Aleta Srl, acquirente occulta del fabbricato. Oltre a quel casale (20 vani, piscina, giardino e 4mila mq di terreno agricolo), la magistratura nel maggio 2010 sequestrò anche l'appartamento in via Amendola, acquistato con 700mila euro ritenuti sempre provento del raggiro con cui sarebbe stata comprata pure una Porsche Cayenne da 60mila euro.

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