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I biglietti del treno falsificati e venduti al bar della stazione

I biglietti del treno falsificati e venduti al bar della stazione

La scoperta ad Altopascio: denunciati un pesciatino e il titolare dell’esercizio pubblico dove lavora

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PESCIA. Le code dei rotoli marcati Ferrovie dello Stato e non stampati invece di essere rispedite al mittente venivano riutilizzate per fabbricare – attraverso un programma software – biglietti o abbonamenti ferroviari soltanto apparentemente regolari, ma in realtà taroccati. Ticket messi in vendita e acquistati dai viaggiatori della tratta Altopascio-Pisa che pagavano regolarmente il prezzo previsto. Con l’unica differenza che i soldi non andavano a Trenitalia Spa, ma nelle tasche del gestore del bar della stazione di Altopascio.

In pratica – come nel celebre film di Totò “La Banda degli onesti” – il bar della stazione era diventato una “succursale” delle Ferrovie dello Stato. E così sono finiti nei guai il titolare dell’esercizio pubblico, 49 anni, residente ad Orentano e il suo dipendente, 23 anni, anche lui di Pescia. Nei loro confronti l’accusa è di falsificazione di biglietti di un’impresa di trasporto e di truffa e di un numero imprecisato di utenti del servizio ferroviario e truffa aggravata ai danni di Trenitalia spa. Sono stati denunciati e la polizia ferroviaria ha provveduto a sequestrare una stampante, un computer contenente il programma usato per la contraffazione dei biglietti e dei titoli di viaggio e circa 50 ticket in bianco per un valore di 4.800 euro. Ma, stando all’accusa, l’attività illecita avrebbe fruttato circa 20mila euro nei primi quattro mesi del 2012.

L’inchiesta. Tutto nasce dai controlli di Trenitalia spa sulle richieste di bonus prodotte dai viaggiatori per il ritardo dei treni nel mese di marzo sulla tratta Altopascio-Pisa. Il 30 maggio scorso l’azienda privata denuncia alla Polfer di Firenze anomalie sui biglietti originali allegati alle richieste di rimborso in questione. Per Trenitalia spa quei tagliandi sono taroccati. Scattano le verifiche e gli agenti della Polfer evidenziano che i titoli di viaggio sono stampati su regolare supporto: utilizzando i rotoli marcati Fs forniti ai punti vendita autorizzati per l’emissione dei biglietti.

Il blitz. Per svelare il mistero il primo giugno agenti della Polfer, in collaborazione con il personale delle ferrovie, si dirigono ad Altopascio. Operatori della pg e della squadra informativa compartimentale si sistemano vicino al bar interno alla stazione e controllano i biglietti dei viaggiatori in partenza. Quelli ritenuti alterati, venduti poco prima dal dipendente del bar, vengono subito sostituiti dal personale delle ferrovie. A quel punto scatta la perquisizione all’interno del locale. Cinquanta biglietti ritenuti taroccati erano sul bancone e vengono sequestrati. Viene avvertito il gestore del bar della stazione che, per l’accusa, una volta all’interno cerca, senza riuscirvi, di cestinare il software utilizzato per stampare i biglietti falsi. Gli operatori, dopo aver ripristinato il programma originale, sequestrano pc, stampante e biglietti.

Denunce. La procura prima di procedere – essendo Trenitalia azienda privata e quindi il reato procedibile a querela di parte – attende le denunce dei viaggiatori (una decina quelli che hanno presentato esposto alla Polfer per abbonamenti e taglianti falsificati) e delle Ferrovie dello Stato.(l.t.)

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